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sabato 29 dicembre 2012

Il “Tifone” e “un albero per la vita”



Statte: Il "portale" di ingresso della manifestazione, "un albero per la vita"
 
 
Il “Tifone” e “un albero per la vita”.

 Tanti e tanti altri sono stati gli episodi, che in questo Natale, hanno fatto sentire gli stattesi danneggiati dal “tornado”,  meno soli. L’ultima iniziativa è stata quella di “Un albero per la vita” di domenica 23 Dicembre.

 Diciamo subito, che è stato una giornata “da ricordare”; per “l’aria” di amicizia che si respirava e che accomunava giovani “dentro e fuori”,  e giovani “solo dentro” J).
 
Un "diversamente giovane" all'opera (foto Davide Cardea)
 
C'erano gli scouts che preparavano piatti di pasta ben conditi con 1 €, signore che friggevano odorose e stuzzicanti pettolemister Marzella che invogliava al contributo pro danneggiati -  tornado, offrendo gadget della gloriosa Real Statte, giovani che “accoglievano” i cittadini in arrivo, dando informazioni ed  indirizzando i cittadini verso il gazebo adibito alla distribuzione delle piante da piantumare. Sorridenti e simpatici ragazzi (e adulti) che ti chiedevano se avevi avuto difficoltà e se tutto era andato bene.
Veramente un’aria di vera solidarietà verso Statte, proprio nel senso più autentico: amicizia, fratellanza e sostegno e poi ... tanta e tanta allegria e vitalità ... Tanto che, anche  un “diversamente giovane”  si illudeva di essere tale, ma senza il “diversamente”.
J

Alcuni dei "protagonisti" della giornata
 

L’iniziativa della manifestazione “un albero per la vita”, è stata una “risposta positiva”, dei cittadini e delle associazioni ambientaliste della provincia di Taranto compreso, naturalmente Statte. Prima dell’evento “tornado”, l’iniziativa era nata esclusivamente per contribuire al miglioramento del proprio ambiente, non solo “manifestando e protestando”, (come più volte è stato necessario), bensì misurandosi con l’impegno “costruttivo”.
 
Il banchetto delle bevande con Giovanna Soldatini


Foto Giovanna Soldatini



Il "banchetto" dell'ANT (foto Giovanna Soldatini)


Infatti, all’inizio di Novembre, Patrizia Bizzarro, ebbe l’idea: “di piantare tanti alberi, come segno di protesta contro l’in­quinamento, dando ad ognuno il nome di chi non c’è più a cau­sa dell’aria che respiriamo o il proprio nome, per far sapere a tutti che una Taranto (e una Statte) migliore ci può essere. Come dire: Rispondi alla morte con la vita”.
 


Dopo “l’evento” che ha sconvolto Statte, la manifestazione, si è arricchita di una ulteriore nobile finalità, che è stata, quella di raccogliere fondi per i cittadini di Statte più sfortunati, che hanno visto le loro case distrutte dal “tornado”.
 

 
L’idea, si è subito concretizzata, attraverso l’adesione di numerose associazioni di Statte e Taranto elencate in fondo pagina. L’iniziativa,  ha avuto il consenso e l’incoraggiamento del comune di Statte, che condivide con i Tamburi e PaoloVI,  il poco invidiabile primato di essere tra i primi posti nell’incremento di alcune gravi malattie.

 A rappresentare il comune di Statte, e a fare da “public relation” (se non infilo qualche brutto vocabolo inglese, non dimostro di essere “in”) e a collaborare nell’organizzazione degli interventi c’era il  vice sindaco Francesco Tagliente che, tramite i “media”, ha da tempo “propagandato” la manifestazione, illustrandone gli scopi e le finalità.
Finalità, ancora più nobili, perché, si ribadisce, è stata una occasione per raccogliere fondi, per i cittadini di Statte più danneggiati.
Gazebo del "Real Statte"
 

L’iniziativa ha avuto un successo che va, al di là di ogni rosea previsione; centinaia e centinaia sono stati i partecipanti che hanno aderito alla manifestazione, piantumando altrettanti alberi “personalizzati”. La zona delle “operazioni” è stata un tratto di terreno, confinante con la gravina di Leocaspide, ubicato in fondo alla via San Francesco. Ogni partecipante è stato invitato a munirsi della sua zappetta e di un piccolo tutor; quando raggiungeva il “gazebo” adibito alla distribuzione degli alberelli, dichiarava, il suo nome e quello con cui voleva “battezzare” l’alberello da piantumare, (che poteva essere, quello di un suo conoscente che non c’era più o un qualsiasi altro nome); quindi gli veniva consegnata la pianta, un laccio per legarla al “tutor”, ed un listello di legno col nome scelto; quindi,  giovane o meno giovane che fosse, scavava la sua piccola buca per completare “l’operazione”.


Il gazebo di "legambiente" dove si prelevavano le piante da mettere "a dimora"


Alcune delle associazioni o sponsor, presenti alla manifestazione:

Wwf, Legambiente, Peacelink, Lipu, Agorà, Ant Statte, “Comitato Cittadini e lavoratori liberi e pensanti”, scout Statte,  gli amici di “ammazza che piazza”, gli anziani del centro sociale, i ragazzi del real Statte con Tony Marzella e Tony Ettorre a “presiedere” il “Gazebo”; Avis; sponsor come, Michela Puleo, Gianni Pulito, Michele Romanazzi, gli amici di Nederland con Aldo Roberti, Cantine Lame di Risa, Patrizia Bizzarro con i suoi amici, gli amici del circolo fotografico Controluce di Giancarlo e Mimmo Pappone.

 

Insomma una bella giornata che meriterebbe di essere ripetuta.
 
 
 
Per non dimenticare: "lo sconforto" (foto Tonio Del Giudice)
 
 
 
Per non dimenticare chi ci è stato vicino: Volontari e amici al lavoro. (foto Giovanna Soldatini)


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martedì 18 dicembre 2012

Gino Del Giudice: Poesia "Natale col "tornado" (inaugurazione presepe)


Gino Del Giudice  (Foto Giovanna Soldatini)





Prima di declamare la bella poesia Gino, in una breve presentazione, ha riassunto i nostri recenti drammatici eventi, che hanno visto decine di nostri concittadini con la casa distrutta, molti altri con in ingenti danni patrimoniali ed altri ancora, feriti o "salvati per puro miracolo".
Gino
ha parlato del carattere forte e dignitoso dimostrato dall'intero popolo stattese che, senza "piagnistei" si è rimboccato le maniche, dimostrando la volontà di "andare avanti". 

Anche l'arcitenda, storica sede dei grandi presepi di Mimino Marzii e dei suoi collaboratori, è stata praticamente distrutta ed il presepe gravemente danneggiato. 
Gino,  ha continuato dicendo che, anche qui, (e forse, per prima qui), si è vista questa volontà di andare avanti, ed anche se ci si trovava senza tetto (letteralmente), Mimino, i suoi collaboratorie e i soci dell'Arci hanno deciso che la tradizionale "inaugurazione" DOVEVA ESSERE FATTA.


Bellissima foto di Giovanna Sodatini: Il presepe DIVENTATO "all'aperto", a causa del crollo del tetto dell'Arcitenda 

Natèle c'ù tornède

N'à scusé chère Bommine;
ce à succijesse tu ù sé,
Statte ijé tutte n'a ruvine,
no sapime come e purcé,
Tu n'é fatte st'u reijèle,
pe le féste de Natèle.

'U tornède à scuffelète,
'u tendone,casere e ville;
'a Chijese l'à ruvenète,
aruole asc'cuète: ccchijù de mille;
Ma c'é cose T'à me fatte
ca è pegghijète di mire Statte?
La poesia di Gino, ci ha regalato un momento di distensione
(Foto LeoDelG)

 Ma lo stésse, a traizzijòne,
n'u Presépije bbérefatte,
da l'Arce a devuzzijòne
A vija Pijève à stète fatte;
ijé devérse da l'òte anne,
ma lo stésse sté 'a capanne.


Ijé 'u Presépije de Memine;
sté 'u ciucce sté 'u vòve
'a Madonne te téne nzine;
mò sperijème ca no cchijòve,
purcè 'u Cijele, ijè cudde vére,
fésce fridde come 'a nevére.
Arci: Benedizione del "presepe all'aperto"
Foto di Giovanna Soldatini
A parte 'a laméndéle,
Gesù 'a grazzije n'à fè Tu,
mijette mbégne e cautéle,
no vulime nijende cchijù,
ca fatije, salute e béne
p'u Natèle ca sté vvéne.


Fé ca nù n'arrecugghjime,
stattarule tutte quande,
m'à turnè accome a prime,
purcé Statte à va sci' 'nnande;
st'u meracule Tu ne l'à fé,
d'u Paijse no T'à scurdè!

15 Dicembre Arci (Foto Giovanna Soldatini)

Te rengrazzijème 'u stésse,
purcè nonge à stète 'u muorte,
percijò à ma fè disce 'a Mésse,
maTu nonne à fè cchijù tuorte;
Don Pombilije n'zijeme a nù
d'accorde ijé Bommine Gesù.

Stattarule mò scijamene a nù,
l'augurije ne le m'à fé,
la m'à ddé n'ogna de cchijù,
a ce appéne po' cambé,
a le vijecchije e a le malète
e a ce sté desoccupète.
Giovanna Soldatini instancabile "documentarista"
degli eventi della nostra comunità e
collaboratrice fotografa di queste pagine
(qui, la sera dell'inaugurazione del presepe Arci)

Augurije a le depéndénde
sije de l'Ilva ca a l'opèrèije
ca fatijene a 'u stabbeleménde,
stònne a passene tanda uèije;
sperijème ca pe Natèle
se ijacchije 'a drette per reijèle.

A Ménnélle e a Vettorije,
a Nigre, Greche e Capute,
ca de Statte ormèije sò storije,
grazzije p'a pacijénze avute.
Grazzije a MARZII MIMINE
GRAZZIJE' A TE GESU' BOMMINE


Gino Del Giudice

Natale 2012



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martedì 11 dicembre 2012

Mail di Protesta a "striscia"



 Come qualcuno di voi ricorderà nella pagina del gruppo "Aiutiamo Statte", (all'indomani del "vergognoso" servizio di striscia", quanto mento poco opportuno in un paese "in ginocchio") postavo il seguente:

Sono disgustato e indignato, dal "servizio" di Striscia di ieri sera su Statte; questo pseudo giornalista (Mingo), viene a Statte, un paese in ginocchio e "terremotato" che pone una questione sì giusta ma se si fosse "onestamente informato" avrebbe saputo che fondi regionali e nazionali per la risoluzione del problema erano stati "dirottati" dai suoi compaesani baresi proprio "nel barese" (ci vorrebbero 15 bilanci interi comunali per risolverlo per conto nostro). Non ha mostrato rispetto per il dramma degli stattesi, rifiutandosi di prenedere in considerazione l'opportunità di girare un servizio sul "tifone" e dimostrandosi sprezzante e maleducato. Crercheremo di far sentire la nostra voce di stattesi, inondando di Mail la posta di Striscia. Vergogna !!
Ebbene, proprio oggi ho mandato una "pepata" mail a "striscia" indirizzandola tanto a striscialanotizia@mediaset.it e tanto a gabibbo@mediaset.it .
Chi volesse scrivere un breve messaggio (preferibilmente a quest'ultimo indirizzo), ad esempio:
"Come stattese, protesto per la scarsa sensibilità dimostrata nel vostro servizio sulla Cemerad di Statte, fatto proprio all'indomani di un drammatico tifone che ha visto coinvolti tanti concittadini".  All'invito di un consigliere comunale di occuparsi anche del "tifone", I vostri inviati, hanno risposto: non siamo venuti per questo !!
"" (inizio mail a "striscia"
ALL'ATTENZIONE DEL SIGNOR ANTONIO RICCI

Signori Domenico e Fabio
Sono Leonardo Del Giudice di Statte, niente iscrizioni a partiti, ma "solo un cittadino .. e basta" !!
Voi non avete bisogno di sentire gli elogi per i vostri sevizi, in genere interessanti e ben documentati, sui falsi professionisti, sulle illegalità diffuse, sugli sperperi e sui colpevoli ritardi nelle pubbliche amministrazioni, ma questa volta (il servizio su Statte), come stattesi, siamo costretti a farvi le nostre rimostranze.



OPPORTUNITA' DI TRATTARE, "ESCLUSIVAMENTE" DELLA CEMERAD, PROPRIO QUEL GIORNO!



Vi siete presentati nella nostra cittadina all'indomani di un vero e proprio "terremoto", con decine e decine di case distrutte (32 famiglie in albergo e circa 50 ospitate da parenti) e centinaia e centinaia di case danneggiate seppure parzialmente agibili, e dove persone dignitose e fiere, hanno cominciato a riparare i danni, già dalla sera stessa del tifone, senza che nessuno "piangesse" aspettando gli aiuti dall'alto (salvo la protezione civile, veramente efficiente).

Questo evento è stato quasi del tutto ignorato dai "media", pur trattandosi del primo in Italia di questa entità; anche voi, quel giorno siete stati inviati per un altro scopo, tanto che ad uno dei consiglieri comunali che si era qualificato, chiedendovi di occuparvene, avete risposto "NON SIAMO VENUTI PER QUESTO" !! Quel giorno, cascasse il mondo dovevate occuparvi della CEMERAD !! (E' come andare, il giorno dopo il terremoto, in una città dell'Abruzzo e rimbrottare il sindaco per il depuratore non a norma).


"Lavori di riparazione nella chiesa danneggiata del Rosario"
(foto LeoDelG)

IL VOSTRO SERVIZIO SULLA CEMERAD

Siete stati ricevuti gentilmente dal sindaco, ritenuto da tutti, dalla maggioranza e dalla gran parte dell'opposizione, uomo integro e corretto e, in questa occasione (del tifone), assolutamente efficiente.

Anche se lo stesso sindaco era duramente impegnato in questo "disastro", che solo per una serie di fortuite circostanze non ha procurato numerose vittime, lui ha avuto la sensibilità di "tentare di rispondere" alle vostre domande.

Appunto: tentare di rispondere.

Il sindaco vi disse che si stava facendo la "CARATTERIZZAZIONE" (brutta parola ma .. tant'è) di tutti i fusti e, alla vostra domanda, rispose, "promettendo" (tramite voi, ai milioni di spettatori), che questa fase poteva essere conclusa in circa sei mesi e voi " ... SEI MESI E .. POI CI VORRANNO ANCORA SEI MESI .... " (scusatemi, ma l'avete detto col tono di quando prendete in "castagna" un odontotecnico, sorpreso "con le mani in bocca"). Il sindaco stesso non ha "giocato" (come quasi tutti) "ALLO SCARICABARILE", e voi non gli avete dato il tempo di farvi spiegare, in che cosa consistesse questa fase e sopratutto, chiarivi, il POI !! (Almeno così sembra da quello che è stato mandato in onda).

Comunque, dal "sunto" dei vostri servizi precedenti e dall'attuale, ho capito che nessuno vi ha mai compiutamente spiegato i veri termini della questione. Chi vi scrive, pur essendo un "comune cittadino" non iscritto ad alcun partito ma, da amante della sua terra e del suo disastrato ambiente, segue attentamente da decenni le questioni connesse con questi problemi e tenterà di chiarire la questione.


IL PROBLEMA CEMERAD.

Intanto, premetto che proprio la CEMERAD per i suoi contenuti di fusti radioattivi e "veleni vari" è considertato uno dei siti "di interesse nazionale da bonificare", per la sua pericolosità. (Pericolosità, che avevate anche voi sottolineato in un servizio precedentre).



Del resto, la complessità delle operazioni e gli altissimi costi per la bonifica totale non è compatibile nemmeno con un quinquennio di intero bilancio comunale.

Abbiamo "ereditato" questo sito nel 1993 in concomitanza dell'Autonomia Comunale insieme ad altri due, la cui bonifica (appunto degli ultimi due) è stata possibile, perché meno pericolosi .. e meno costosi. Per la CEMERAD il discorso era (ed è) diverso: al momento della "presa in consegna", nel 1993, dal nostro primo sindaco (che veniva dichiarato "custode giudiziario" di sito sotto sequestro) fu fatto verificare che i "fusti" erano disseminati a terra, alcuni rotti con liquidi che fuoriuscivano ed alcuni erano addirittura al di fuori del capannone: una situazione da incubo !!

Come prima fase occorreva "mettere in sicurezza" questo "materiale", affinché anche una folata di vento (figuriamoci il tifone) non li buttasse a terra con conseguente rottura di gran parte dei fusti. Fu quindi, realizzata questa prima fase e, come avete notato (sbirciando), sono in un certo modo "assicurati" da facili cadute.

Le altre due fasi: la prima era la "CARATTERIZZAZIONE" (eccola, ancora qui), che consiste nell'individuare il contenuto di ogni fusto, e quindi selezionarli e raggrupparli per tipologia di contenuto (sembra una cosa da niente, ma stiamo parlando di materiale a contenuto altamente tossico o radioattivo), solo dopo questa fase, si potrà quantificare la spesa necessaria per il loro definitivo smaltimento che rappresenterà la seconda fase. L'attuale fase di "caratterizzazione" ha un costo di 1.500.000 €, ma il suo appalto è stato molto laborioso, dal momento che all'ultimo momento i pompieri non erano d'accordo con l'ASL ecc. tanto che è stata necessaria una nuova "conferenza dei servizi" per mettere tutti d'accordo.

Perchè il ritardo di questa fase? Perché i finanziamenti, con questi chiari di luna non arrivavano. I costi della "seconda e ultima fase", (individuazione del sito di smaltimento, preparazione per il trasporto, e smaltimento totale), si potrà quantificare, dopo che i periti avranno valutato i costi di ogni tipologia di fusti in base al loro contenuto; ma non si è lontani nel ritenere che si tratterà di decine di milioni di euro. I finanziamenti non sappiamo se e quando arriveranno (credeteci, la nostra cittadina "batte i piedi", ma siamo l'ultima ruota del carro, esattamente come è avvenuto con i "media" nella circostanza di questo tifone).

Quindi, se venite tra sei mesi o tra un anno, all'apparenza non vi sarà nulla di cambiato, perché anche se "caratterizzati" i fusti staranno lì. Per quanto tempo ancora? Non lo sappiamo, dal momento che regione e stato si sono fatti carico di questo problema che è assolutamente al di fuori della nostra "portata finanziaria".

Stattesi "all'opera" subito dopo il "disastro"
(foto Giovanna Soldatini)

IL NOSTRO TERRITORIO

Non ignoriamo infine che noi siamo "immersi" in tante altre fonti di inquinamento non inferiori a quello che avete segnalato alcune delle quali all'interno dell'ILVA e ricadenti nel nostro comune. Nel nostro territorio sono stati abbattuti centinaia di ovini a causa del terreno altamente inquinato dalla diossina; spero che non vi segnalino il problema, pretendendo che anche queste "fonti" vengano sanate dal comune !!

Volontari all'opera dopo il tifone
Foto Giovanna Soldatini

GLI STATTESI
Come si è detto, gli stattesi sono gente attenta al loro ambiente (anche se disastrato). Lo hanno dimostrato in tanti modi; "occupando" una discarica (ricadente nel territorio di Taranto anche se distante poche centinaia di metri da Statte) per impedire il conferimento di rifiuti tossici dalla Campania; lo stanno dimostrando con una meticolosa raccolta "differenziata" che pone Statte tra i comuni più disciplinati in questo settore.

Gli stattesi hanno pagato in malattie da "inquinamento" un doloroso tributo in vite umane, tanto che si sono schierati con i magistrati che avevano sequestrato l'aria a caldo dell'ILVA pur prevedendo un doloroso impatto sull'occupazione dei propri cittadini. Come si può pensare che possano "ignorare" siti inquinanti nel loro territorio cullandosi in un colpevole ritardo?
Gli stattesi, inoltre, sono gente operosa e fiera, lo stanno dimostrando nell'evento "tifone" che voi sì, colpevolmente avete ignorato; se guardate filmati o foto del giorno "dell'evento" e li confrontate con la situazione di 15 giorni dopo, vi accorgerete che ogni cittadino, non aspettando aiuti dall'alto, sta alacremente operando per sanare i danni subiti. Questo sì, potrebbe essere un tema di un vostro intervento.

Foto Tonio Del Giudice


CONCLUSIONI
Se avete avuto la "pazienza" di leggere l'intera lettera, (si tratta sempre della mail a "striscia") vi sarete resi conto che il vostro "servizio" era ingeneroso verso Statte, oltre che non compiutamente documentato; pensiamo di aver diritto almeno ad una "rettifica".

Una casa praticamente distrutta
(foto LeoDelG)


Leonardo Del Giudice
Statte

"" Fine mail a "striscia"

Proponiamo i "link" che questo blog ha dedicato al tornado, dal 28 Novembre 2012 al 28 Novembre 2013
Salvataggi miracolosi
Arrivati 2 milioni per il tornado
Biblioteca: Statte ringrazia i "benefattori"
Muoviamoci di più
I presepi del 2012 col tifone
Mail di protesta di centinaia di stattesi a "striscia"

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martedì 4 dicembre 2012

Primarie: I risultati di Statte del ballottaggio

Bersani vincitore delle primarie

Primarie: I risultati del 2° Turno (2 Dicembre 2012)

Puglia. Secondo turno delle primarie, Bersani: 71,4%
Renzi:     28,6%
Il calo dell'affluenza, rispetto al primo turno, si attesta intorno al 22%
Taranto città.
Bersani: voti 3144   70%
Renzi:
     voti 1346   30%

Taranto e provincia.
Bersani:   voti 10919  69.8 %
Renzi:       voti  4707  30.2  %
In totale, alle urne si sono presentati in 15mila 700  votanti (rispetto ai 19mila 800 del primo turno).

Tra i comuni, Renzi ha vinto solo a: Ginosa marina; Avetrana e Crispiano.
Bersani ha vinto in tutti gli altri centri.
Il leader Pd si conferma anche al seggio del rione Tamburi.

Statte: Ecco i risultati dettagliati relativi a Statte
Votanti:                               311
Voti validi                            308
Bersani                               236   76,6%
Renzi                                    72    23,4%

Schede bianche o nulle          3                 


Primarie a Statte. Sono riconoscibili: Una militante,  Debora Artusi e Michele Pastore
 (Foto Giovanna Soldatini)



Come si vede, l'affermazione di Bersani a Statte, è stata, percentualmente più vistosa di quella degli altri centri anche se l'affluenza, ha risentito molto del clima drammatico seguito al terribile evento che ha messo a dura prova l'intera comunità; evento che ci ha scosso, ma non messo "in ginocchio":  in questo frangente i nostri concittadini, hanno mostrato una dignità e fierezza che avevamo notato poche volte in Italia.

Tornando alle primarie (viste dal cittadino della strada, non militante) penso che Bersani si sia affermato così nettamente, perché negli ultimi tempi, si è scrollato di dosso alcuni pregiudizi nei suoi confronti che, a dire il vero, non sembravano privi di fondamento.

Il primo era il pregiudizio in base al quale, lo si riteneva "una creatura di baffino"  e di conseguenza succube di "sorpassate idee di falsa sinistra".

Bersani, ha "demolito questo pregiudizio" non facendo sconti a nessuno quando, con una "rivoluzionaria dichiarazione", dichiarò "baffino" uguale agli altri e che nel partito non poteva avere alcun privilegio nelle future "liste". (Che poi Bersani, possa essere capace di realizzare questo, mettendosi contro una frange del partito, è tutto da dimostrare).

L'altro pregiudizio (strettamente legato al precedente), era quello di "resistere" alle idee "innovative" di Renzi, trincerandosi dietro vecchi statuti che lo vedevano già candidato a premier "senza bisogno di primarie".

La sua carta vincente, è stata quella di accettare democraticamente il confronto, facendo le indispensabili (ma non di più) modifiche allo statuto, dimostrando una capacità di "rinnovamento" che ha spiazzato il pur forte Renzi sul suo stesso terreno.

Bersani, ha anche dichiarato, giustamente, che Renzi è una grande risorsa per il paese e per il partito, al contrario di qualcuno del "vecchio apparato", che si è lasciato dire: "Renzi aveva promesso di ritornare a fare il sindaco e che lì rimanga", ignorando che quasi il 40% lo ha votato e che quella "massa" non può essere ignorata. Quello sì, che è un dirigente che, al contrario di Bersani, non ha capito niente e, meriterebbe di essere rottamato.


Il seggio delle "primarie" a Statte: Una militante, Debora Artusi e Michele Pastore
(foto Giovanna Soldatini)
 
 
Spero che queste "due chiacchiere" vengano lette, per quelle che sono: le riflessioni di un cittadino della strada, senza la presunzione di essere prese "troppo sul serio".

Riconoscimenti:
Giovanna Soldatini per le sue, sempre interessanti, foto.

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martedì 27 novembre 2012

ILVA, 26/11: Da questa sera 5000 lavoratori "in libertà" per la chiusura di tutta l'aria a freddo.

La costernazione degli operai dopo l'annuincio dell'ILVA di fermare tutta l'aria a freddo
(foto "la Repubblica")


L'ILVA VERSO LA CHIUSURA TOTALE

Dopo le decisione odierna (26/11) della procura di Taranto che ha di fatto "decapitato" tutta la "dirigenza" dell'ILVA, emettendo 7 mandati di detenzione, e "sequestrato tutti la produzione "a caldo" degli ultimi mesi, perché "frutto di comportamenti illeciti". ....   Ecco che nel pomeriggio l'ILVA in una sua nota, annucia già da questa sera la disattivazione dei tesserini di ingresso di tutti gli operai dell'aria a freddo,  mettendo di fatto "in libertà" circa 5000 lavoratori, (a cui si aggiungeranno verosimilmente la progressiva "messa in libertà" dei lavoratori dell'aria a caldo, man mano che lo "spegnimento" degli stessi sarà tecnicamente possibile),  noché la progressiva "messa imn libertà" di tutti gli impianti italiani del gruppo che "dipendono" appunto dall'aria a caldo della stessa ILVA.

Perché chiusura dell'aria a freddo?
Come si è detto, ciò è dovuto al "sequestro di tutta la produzione a caldo" degli ultimi 4 mesi da parte della procura, con divieto di commercializzazione dei prodotti relativi.

Da notare che in quest'ultimo periodo la stessa "produzione a caldo" era notevolmente ridotta a causa della riduzione degli "sbarchi di materie prime, decisa dalla stessa procura.

Con questo sequestro è stata tolta la possibilità di utilizzare questi prodotti per le successive lavorazioni "a freddo" sia di Taranto che delle altre sedi del gruppo; ciò ha comportato la chiusura immediata dell'aria a freddo di Taranto e, visto che le "riserve" degli altri impianti in Italia sono limitate, tra pochi giorni la "chiusura" dovrebbe estendersi agli altri impianti italiani. E' del tutto evidente che tutto questo non è che il preludio ad una prossima chiusura totale di tutti gli impianti compreso l'aria a caldo.

C'è solo da rilevare che il sequestro è stato operato dalla procura, quindi questa decisione potrebbe (ma solo in astratto) essere annullata dal gip.



La conferenza stampa del procuratore Sebastio (foto "la Repubblica")


Le decisioni della procura di questa mattina 26 Novembre 2012:

La procura di Taranto cha disposto questa mattina una nuova raffica di arresti  (7) e ha sequestrato l'acciaio prodotto nonostante i sigilli della magistratura all'impianto, perché "frutto di azioni illecite"..
Cinque le misure di detenzione disposte dal gip Patrizia Todisco e due dal gip Vilma Gilli.
Il  Gip Patrizia Todisco, ha disposto gli arresti:
1) Per Emilio Riva, 86 anni, già agli arresti domiciliari dal 26 luglio scorso a causa della sua età).
2) Per il figlio vicepresidente di Riva Group Fabio Riva (che ad ora, risulta irreperibile)
3) Per l'ex direttore dell'Ilva di Taranto Luigi Capogrosso
4) Per l'ex dirigente Ilva Girolamo Archinà. 
5) Per l'ex rettore del Politecnico di Taranto Lorenzo Liberti (ai domiciliari) .
Il GIP Vilma Gilli ha disposto gli arresti ai domiciliari:
6) Per l'ex assessore all'Ambiente della Provincia di Taranto Michele Conserva, dimessosi circa due mesi fa dall'incarico quando si seppe che poteva figurare tra gli indagati della inchiesta sull'Ilva collaterale a quella per disastro ambientale; (domiciliari).
7) Per l'ing.Carmelo Delli Santi,rappresentante della Promed Engineering.
Conserva e Delli Santi sono entrambi accusati di concussione

 
Ferrante presidente dell'ILVA
 

L'azienda ferma "tutta l'aria a freddo" e blocca i tesserini di ingresso (budge) di 5000 lavoratori.
L'Ilva chiude Taranto e tutti gli stabilimenti che Taranto rifornisce d'acciaio. Lo ha annunciato l'azienda dopo aver comunicato ai sindacati lo stop immediato di mezzo stabilimento pugliese, nel giorno in cui sono scattati altri sette arresti per la vicenda dell'Ilva e il sequestro dei prodotti della fabbrica tarantina. Un provvedimento che per il gruppo rende "ineluttabile" la chiusura dell'Ilva a Taranto, ma anche quella di tutti gli stabilimenti del gruppo in Italia: Genova, Novi Ligure, Racconigi, Marghera e Patrica". L'azienda ha disposto a partire dal turno serale la sospensione di tutte le attività lavorative negli impianti "a freddo" dello stabilimento siderurgico tarantino.
Il ministro dell'ambiente CLINI
 
Il governo
Una "catastrofe" che ha costretto il governo, sollecitato da sindacati e mondo della politica, a convocare per giovedì alle 15 a Palazzo Chigi le parti sociali e le istituzioni locali. Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha parlato apertamente di "conflitto" tra il risanamento disposto con l'autorizzazione Aia rilasciata dal ministero e la decisione della magistratura e chiede verifiche.
"Dobbiamo coniugare lavoro e salute". Ha  dichiarato lo stesso Clini.  In questa vicenda, ha spiegato, "c'è una sovrapposizione di circostanze negative" a cominciare dal "modo molto superficiale" con il quale è stata governata la città di Taranto. "Si è consentito, ad esempio - evidenzia Clini - al quartiere di Tamburi, attaccato all'Ilva, di crescere da 6000 a 23mila abitanti senza nessuna misura precauzionale. "Quello che stiamo facendo - ha spiegato Clini - con un intervento sull'Ilva e con un piano di risanamento del terrritorio con lo stanziamento di 330 milioni è chiaramente la svolta che abbiamo voluto imprimere.

Che dire? Clini,è incapace di "governare gli eventi" e si rifugia in un "coraggioso scaricabarile" che di questi tempi va molto di moda.



 
 
I sindacati
Se il presidente del Consiglio, Mario Monti non convocherà nelle prossime ore un incontro sulla situazione dell’Ilva giovedì i lavoratori del Gruppo manifesteranno sotto palazzo Chigi. Lo annunciano i sindacati in una nota. I lavoratori «messi in libertà» dall’azienda nello stabilimento di Taranto sono circa 5.000.
Fim, Fiom, Uilm nazionali – si legge nella nota dei sindacati – «ritengono che la situazione che si sta venendo a creare per tutto il Gruppo Riva sia gravissima e necessiti di risposte chiare e immediate da parte del Governo. L'annuncio da parte dell’azienda che intende mettere in libertà tutti i lavoratori dell’area a freddo dello stabilimento di Taranto (circa 5.000 persone); che per lo stabilimento di Genova c'è materiale ancora solo per una settimana (1.600 i lavoratori dello stabilimento, ndr) e per quello di Novi Ligure per due settimane (800 gli occupati nel sito, ndr), e a cascata Racconigi (80 lavoratori, ndr), Marghera (120 dipendenti) e Patrica, rende necessario che il Governo, dopo l’approvazione dell’Aia, dica a chiare lettere se vuole salvaguardare un patrimonio industriale e occupazionale essenziale per il Paese». «Fim, Fiom, Uilm nazionali – conclude la nota – ritengono che se non arriverà una convocazione presso la Presidenza del Consiglio nelle prossime ore, decideranno di proclamare uno sciopero nazionale di tutto il Gruppo per giovedì 29 novembre con manifestazione sotto Palazzo Chigi, a Roma».


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Le proteste degli operai oggi 27 Novembre: Malgrado la disattivazione dei badge, 3000 dimostranti occupano i reparti e la "direzione".

Si sono radunati stamattina (27 novembre), 3000 operai dell'aria a freddo  per dare il via a una giornata di dura protesta. Nonostante la disattivazione dei badge già da ieri sera, i lavoratori dell'Ilva, dopo l'annuncio dello stop totale, sono voluti entrare in fabbrica. Tensioni e sit-in, poi la decisione dell'azienda di aprire.
Gli operai occupano la direzione dello stabilimento ma non è nelle loro intenzioni (per ora) di bloccare tutta la città.



Come si vede, gli "eventi" hanno preso una "piega imprevedibile" per tutti "gli attori in campo"; ora non si possono prevederne le conseguenze !!

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