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| I passeggini vuoti per le tante "vittime innocenti" dell'inquinamento. |
RENZI & C. CONTESTATI A TARANTO: PERCHÉ?
LA NOTIZIA
Il 29 luglio scorso, Renzi, in visita a Taranto, è stato duramente contestato da un folto gruppo di cittadini.
Gli si rimproverano i tanti decreti "Salva Ilva" sempre più permissivi, specialmente l'ultimo (il decimo) e la poca attenzione nei riguardi delle tante tragedie che l'inquinamento continua a provocare.
Renzi era venuto a Taranto sia per inaugurare la nuova ala del MarTA (Museo Archeologico Taranto) e sia per firmare il “Contratto istituzionale di sviluppo della città”.
A farne le spese anche l'onorevole Pelillo al quale i cittadini rimproverano di non essersi opposto con la dovuta fermezza a questo decreto e di averne votato la fiducia.
Non siamo
populisti a prescindere e non crediamo che l’operato complessivo del governo Renzi sia da giudicarsi negativo; osserviamo soltanto che venendo in una zona martire in cui il dolore e la
disperazione alberga in quasi tutte le famiglie, dopo aver varato un discutibile 10° decreto (che, dopo i nove,
sempre via via peggiorativi e permissivi), mostra scarsa comprensione
per queste sofferenze e mostra scarsa
stima per la nostra intelligenza e cercheremo di esporne le ragioni.
Il motivo della mini-rivolta
La piccola rivolta anti Renzi, in
definitiva è la rivolta nei confronti di questi 10 decreti che ogni volta hanno
promesso soluzioni definitive ed ogni
volta si sono dimostrati strumenti anti
magistratura, strumenti di dilazione dei provvedimenti di ambientalizzazione, spesso dimostrandosi anche salvacondotti
nei riguardi dei responsabili pro
tempore dell’azienda.
Lo scopo dichiarato era la difesa del lavoro delle maestranze.
Come il tempo ha
dimostrato e sta dimostrando tutt'ora, la giusta difesa dei lavoratori, poteva
essere realizzata con i miliardi di risorse pubbliche dissipati che, se
impiegati in progetti concreti potevano aver portato ad una conversione
illuminata dell’azienda, senza licenziare un solo lavoratore ma questo aspetto,
NON È MAI STATO AFFRONTATO DA RENZI E DAI SUOI PREDECESSORI.
Renzi, nella sua
visita ha pagato tutto questo e,
insieme a lui, come si è detto, si è trovato coinvolto (sia pure con responsabilità minori) lo
stesso onorevole Pelillo.
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| In alto, una manifestante con esenzione 48 (malattia tumorale); in basso la stessa cittadina, abbracciata da un poliziotto commosso: Questa è umanità. |
I presenti alla contestazione
Alla manifestazione hanno partecipato diverse centinaia di cittadini ed erano presenti i
rappresentanti di Verdi, WWF, Tutta mia la città, Cobas, Rifondazione
Comunista, Liberi e Pensanti e Genitori Tarantini, e rappresentanti di diversi movimenti che esibivano Striscioni e manifesti nient'affatto benevoli e
passeggini vuoti (tutti molto "espliciti").
Vi erano numerosi cittadini che hanno a cuore salute e ambiente del nostro territorio tra cui
anche alcuni stattesi. Quindi, presenza non
particolarmente numerosa ma qualificata (“pochi ma buoni” come hanno osservato gli stattesi V.M. e A.F.)
L’ESSENZIALE DELLA NOTIZIA TERMINA QUI.
SEGUE “L’APPENDICE” PER QUALCHE
ULTERIORE PARTICOLARE a beneficio dei tanti stattesi fuori sede
ma anche di molti stattesi lontani dalle
cose politiche ed ambientali. Chi segue più incisivamente i fatti stattesi, può tranquillamente fermarsi
qui.
APPENDICE
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| La manifestazione all'arrivo di Renzi al MArTa (Museo Archeologico Taranto) |
Non si intendono ripercorrere i tanti decreti che hanno cercato (spesso riuscendoci) di ostacolare l’azione della magistratura nella sua azione di salvaguardia della Salute Pubblica come, hanno cercato di bloccare l'individuazione di responsabilità per i tanti dolori che ormai sono “patrimonio comune” di tante famiglie stattesi e del Rione Tamburi; si cercherà soltanto, di mettere in evidenza due punti dell'ultimo decreto, appunto il decimo, (tra l'altro, zeppo di pseudo risorse, più fantasma che reali).
PRIMA
DOMANDA: COSA C’È DI TANTO SCANDALOSO IN
QUESTO 10° DECRETO?
COSA C’È NEL
10° DECRETO:
1) IMMUNITÀ PER I REATI AMBIENTALI
NELL’ILVA, ANCHE PER GLI ACQUIRENTI, GLI AFFITTUARI, I DELEGATI ETC.
La parte che
ha scandalizzato maggiormente è quella che ha modificato molto in peggio l’immunità penale prevista dal
precedente decreto (il 9° del 2015), che concedeva la stessa immunità per
reati ambientali soltanto ai commissari e ai loro delegati, mentre
il 10° decreto, fa due cose molto
peggiorative: concede l’immunità penale ambientale anche agli acquirenti, affittuari e gestori e dà loro la facoltà di ritardare per 18
mesi (salvo un eventuale futuro 11° decreto), gli obblighi di effettuare i
lavori di ambientalizzazione (ma solo di una parte e NON la più importante).
Sentite come recita ufficialmente il
10° decreto (art 2 comma 6).
“Le condotte
poste in essere in attuazione del Piano di cui al periodo precedente
non possono dare luogo a responsabilita’ penale o amministrativa del
commissario straordinario,
dell’affittuario o acquirente e dei soggetti
da questi funzionalmente delegati, [omissis]. (Ovvero: impunità per tutti)
Come si è detto, nello stesso decreto è
previsto anche un rinvio di 18 mesi per l’effettuazione di alcuni lavori di ambientalizzazione.
Marescotti e
Bonelli osservano:
“Con il decimo decreto Salva Ilva, chi acquisterà l’acciaieria avrà l’immunità
penale, non sarà obbligato a fare le bonifiche, potrà cambiare il piano
ambientale e sanitario e per ultimo si concede ulteriore proroga di 18 mesi per
la realizzazione delle prescrizioni ambientali e quindi strettamente connessi
alla salute".
COSA C’È NEL
10° DECRETO:
2) LE “PERDITE DELL’ILVA” PAGATE CON LE NOSTRE “BOLLETTE”.
In un precedente decreto Salva Ilva, lo Stato
aveva concesso un prestito di 400
milioni all’Ilva con l’obbligo di restituirlo entro il 2016. L’azienda non è in condizioni di restituire il prestito. Ora vedete che si è inventato Renzi per
rendere vendibile l’azienda: Si è
fatto prestare forzosamente 400 milioni da un ente statale, CSEA, alimentato
con fondi delle NOSTRE BOLLETTE di gas luce e acqua (per inciso, detti fondi
servono per politiche energetiche come le rinnovabili etc.)
Nel suo 10° decreto, la restituzione del prelievo
forzoso è previsto nel 2018 E OLTRE. Come conseguenza, lo CSEA,
ha fatto sapere che se il prestito non sarà restituito entro il 2018 sarà
costretto ad aumentare le tariffe di elettricità, gas e acqua per rientrare nei fondi prestati.
Avevamo assistito a tante prese in giro, ma tutte messe insieme come ora non ci
era mai capitato.
SECONDA
DOMANDA: SE LE CONSEGUENZE DI QUESTE
AZIONI SONO COSÌ NEGATIVE PERCHÉ NON VI E' STATA UNA PIÙ CONSISTENTE
PARTECIPAZIONE DI CITTADINI (e di presenza ufficilae di partiti e sindacati
confederali)?
Questa è la
stessa domanda che si fecero i verdi e altri ambientalisti, quando al
referendum consultivo sull’Ilva i cittadini dei Tamburi disertarono in massa le
urne: rispondere non è facile.
Le famiglie che hanno come reddito esclusivo, quello derivante dall'impiego in
Ilva ed hanno tante bocche da sfamare guardano con terrore ad una eventuale
chiusura dell’azienda. Come dar loro torto? Anche l’assenza dei sindacati
ufficiali e dei maggiori partiti
presenti nelle amministrazioni del territorio è inquadrabile in questa ottica
ed ogni ulteriore commento al riguardo sarebbe necessariamente superficiale. Le deduzioni le lasciamo al lettore.
Il problema come hanno suggerito molti esperti, stava nel programmare una riconversione virtuosa dell’azienda, finanziata dai
tanti fondi dissipati per mantenere in vita un’azienda altrimenti, già decotta
ma, mentre le povere famiglie sono giustificabili, lo sono molto meno GLI ALTRI perché
DA TEMPO, avrebbero dovuto farsi parte attiva verso una riconversione che più
passa il tempo e più diventa difficile ma inevitabile, essendo ormai chiaro a tutti che una acciaieria
a poche centinaia di metri dalle abitazioni è assolutamente incompatibile per non parlare del disastro economico dove sembra avviarsi. (Gli acquirenti "nominali" sono numerosi ma all'ultimo momento si dileguano)
TERZA
DOMANDA: MA, I TANTI FONDI STANZIATI PER LA CITTÀ NON SONO UN FATTO POSITIVO?
Ritengo che i tarantini (e stattesi), avrebbero desiderato una maggiore attenzione di Renzi nei confronti
dell’ambiente e della salute pubblica e, l’ultimo decreto, come del resto gli altri, non sono andati nella giusta direzione.
Per ciò che riguarda i fondi, è da
registrare una dichiarazione del governatore della Puglia Michele Emiliano (come tutti sanno in eterna rotta di collisione col premier), dopo aver controfirmato il contratto istituzionale:
“L’elemento dell’inquinamento è
sopportato dai tarantini e anche dai pugliesi con una pazienza che non è
infinita” – Grazie governatore
ma il tuo “pulpito” non è dei migliori- “da
quanto mi sembra di capire - ha continuato Emiliano - per Taranto non c’è una lira in più, non so se è
chiaro, sono tutti soldi che erano stati già stanziati in precedenza. Qui, oggi,
abbiamo fatto solo un riepilogo, una ri-firma”.
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| Alcuni organi di stampa hanno riferito che i partecipanti erano alcune decine (forse sapevano contare fino a dieci). |
QUARTA
DOMANDA: EMILIANO NEL DIFENDERE IL NOSTRO AMBIENTE E LA NOSTRA SALUTE È CREDIBILE?
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| Interminabile fila di tir in attesa di "confluire rifiuti" ad una discarica nei pressi di Statte (Foto Vincenzo Conte) |
E' vero, Emiliano ha dichiarato che, nei riguardi dell’inquinamento, e della salute: "la pazienza dei tarantini e
stattesi non è infinita”, ma poi, (anzi: prima), lo stesso governatore ha fatto tante cose che, con questo assunto avevano ben poco di coerente: Vediamo un po’;
1) Chiusura “provvisoria” ((a suo dire), dei Pronto Soccorso del Moscati e dell’Ospedale
di Grottaglie, depotenziando e chiudendo diversi reparti nei due nosocomi; la ragione sbandierata è quella di “programmare i turni di ferie del personale” che diversamente, sarebbe impossibile. (Veramente una "bella motivazione").
Si dirà: ma allora gli ospedali rimasti
aperti saranno in grado di dare assistenza adeguata alla somma degli utenti dei
tre ospedali? Meglio non andare oltre ed è meglio che nessuno di noi abbia necessità di
queste prestazioni.
2) Emiliano, tramite i suoi "delegati" e sempre per mancanza di personale (un addetto andato in pensione), invece
di mandare un sostituto ha preferito ridurre quasi a zero la fisioterapia a Statte dei diversamente abili.
3) Ha autorizzato alle “sue Asl” (tra le altre cose) di ridurre quasi a
zero la possibilità di effettuare sia RM che analisi cliniche preventive (ambedue indispensabili per la diagnosi
precoce di tante malattie del nostro tempo e del nostro ambiente).
4) Ha scelto Statte (grazie governatore),
come soluzione "adeguata" nelle ricorrenti crisi riguardanti le discariche esaurite, utilizzandone
una sempre pronta ubicata a poche centinaia di metri dalle prime
case del rione Feliciolla, maleodoranti 365 giorni all'anno (366 quest’anno).
Mi scusi governatore, mai ha mai rivolto un pensiero a questi nostri
concittadini specie di quelle zone che, oltre a vedersi azzerato il valore delle loro case, sono costretti a vivere sempre con le finestre chiuse, per limitare gli "odori"? Lei vivrebbe con i suoi figli in quelle condizioni? Finiamola qui che è meglio.
QUINTA DOMANDA: QUALI SONO STATE LE
RAGIONI DEL DISSENSO NEI CONFRONTI DELL’ONOREVOLE PELILLO?
Su Pelillo non si intende generalizzare; come
stattesi lo abbiamo conosciuto sia quando da consigliere regionale prendeva a
cuore i problemi di Statte e sia successivamente (dopo le primarie) quando il feeling si era affievolito (ma questa è tutt'altra storia).
Il suo ruolo, in questa vicenda ci è sembrato
poco coraggioso è vero, ma alquanto marginale.
Gli si rimprovera di aver votato a favore di questo decreto ma, probabilmente non se l'è sentito di fare diversamente, trattandosi di un voto di
fiducia.
Dopo qualche sua improvvida dichiarazione nell'esaltare i risultati
ottenuti dall’Ilva nella “opera di
ambientalizzazione” (“Il fumo che si
vede è solo vapore acqueo”) ha dovuto fare marcia indietro dichiarando che un suo voto favorevole a detto
decreto era ancora in forse ma poi, il foto
di fiducia lo ha "costretto" ad un ulteriore ripensamento..
A causa di queste sue contraddizioni, la "piazza" gli ha probabilmente rimproverato la sua accondiscendenza acritica nei riguardi del "capo".
CONCLUSIONI: Il gatto e la volpe.
In questa pagina non si è inteso giudicare l'operato politico, passato e presente dei due maggiori "protagonisti" (Renzi ed Emiliano), né si è voluto fare del populismo esprimendo facili giudizi, ma si è cercato di esporre la loro azione in relazione ai temi
"ambiente" e "salute" (oggetto delle recenti contestazioni)
, il tutto, visto anche nell'ottica di uno
"stattese".
Da quest'ultimo punto di vista, dobbiamo osservare che, a nostro parere Renzi ed Emiliano si sono comportati come il gatto e la volpe.
Renzi, è stato il gatto nei riguardi dell'Ilva ed Emiliani, la volpe per le vicende delle discariche, e sanitarie (incremento continuo di rifiuti nei sito nei pressi di Statte e nessuna "preoccupazione" per i cittadini che subiscono le emissioni "odorigene", chiusura di Pronto Soccorso e reparti ospedalieri, depotenziamento del Centro Diurno di Statte per disabili, limitazioni RM ed esami Clinici e .. molti etc.).
Ai "due" la "riconoscenza" degli stattesi e tarantini, specialmente delle tante famiglie colpite da tragici eventi dolorosi.
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