Cerca gli argomenti su questo blog

Visualizzazione post con etichetta Politica Italiana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Politica Italiana. Mostra tutti i post

venerdì 2 marzo 2018

ELEZIONI POLITICHE 2018: ISTRUZIONI PER L'USO e Vademecum per evitare l'annullamento della scheda.

ELEZIONI POLITICHE 2018: "ISTRUZIONI PER L'USO"  e vademecum per votare e per evitare l'annullamento della scheda.

LA TV CI MARTELLA DI ISTRUZIONI DETTAGLIATE DI COME VERRANNO DISTRIBUITI I SEGGI ma non si sofferma a consigliarci il modo di non fare errori che possano invalidare il nostro voto.

VEDIAMO INSIEME DI CAPIRCI QUALCOSA.

I partiti ci propongono spesso i FAC SIMILE delle schede con tutti i riquadri vuoti eccetto quello del loro partito (o coalizione), allora cominciamo col vedere come si presentano le schede, con TUTTI  i partiti; (ovviamente, le schede reali, saranno molto più grandi).

ECCO COME SARA' LA SCHEDA DEL SENATO CHE RIGUARDA IL NOSTRO COLLEGIO

Ecco il fac-simile della scheda del senato. Si ribadisce che il sistema di voto (e di proclamazione degli eletti) è esattamente corrispondente a quello della Camera dei Deputati

ED ECCO INVECE,  LA SCHEDA RELATIVA ALLA ELEZIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI CHE RIGUARDA SEMPRE IL NOSTRO COLLEGIO
Ecco il fac-simile della scheda realtiva alla Camera dei Deputati. Ribadiamo ancora una volta che il sistema di voto (e di proclamazione degli eletti) è esattamente corrispondente a quello relativo al Senato.

Ed allora, preso confidenza con i fac-simile comparabili con le schede originali, procediamo, proponendo degli esempi di "Voto Valido" e di "Voto Nullo"; in questi casi però, proporremo anche noi delle schede vuote completamente,   per equità verso tutti i partiti.
(Gli esempi sono equivalenti tanto per la scheda rosa (camera dei deputati) che per quella gialla, senato).

SCHEDE CON VOTI VALIDI

Questo dovrebbe essere il metodo più semplice per votare:  esprimere il voto per il  simbolo del partito preferito, ovvero una croce sul simbolo del partito e BASTA e ne accenniamo il motivo. 

Due parole in più sulla modalità di voto della scheda precedente. 

Votando il simbolo del partito abbiamo votato implicitamente anche UN PACCHETTO che comprende il candidato "Uninominale" e tutti i candidati  (della quota proporzionale e scritti in piccolo) elencati a fianco del simbolo del partito che abbiamo votato.
Da tenere presente tuttavia, che l'ordine con cui saranno
eventualmente eletti (1,2,3 etc) sono stati stabiliti  (direi, imposti) dal partito. 
Il candidato uninominale (quello scritto in alto) è frutto di accordo tra i partiti della coalizione.  


Il voto espresso  come l'esempio della scheda  presentata,  è anche  valido, tuttavia, con questa scelta noi NON abbiamo scelto il partito nostro preferito né i candidati scritti in piccolo ma ABBIAMO VOTATO UN GROSSO PACCHETTO CHE COMPRENDE TUTTI i PARTITI  di quella coalizione e tutti i candidati scritti in piccolo della coalizione stessa. Infatti, i  voti  così dati, vanno in una sorta di calderone  e saranno ridistribuiti ai partiti in un modo un po' complesso che non è qui il caso di approfondire.

Anche questa scheda esprime un voto valido e produce gli effetti DELLA PRIMA SCHEDA (voto al simbolo del partito); il voto andrà al partito, al blocco dei candidati a fianco al simbolo che abbiamo votato e al candidato  uninominale (scritto  in grande).  Ripetiamo però, che questa "doppia croce",  NON AGGIUNGE NULLA alla prima scheda dal momento che anche votando soltanto il simbolo del partito  si producono gli effetti  di questa scheda. 




VOTI NON VALIDI

 Col triplo segno la scheda è nulla, perché pur essendo chiara la volontà dell'elettore di votare per quel partito o coalizione lo stesso "triplo segno" NON E' AMMESSO sia da regolamento e sia perché renderebbe "individuabile" l'elettore stesso; insomma, il segno sul candidato della proporzionale (nomi piccoli) non è ammesso nemmeno se fosse il SOLO segno apposto. 

  
E' il caso di SICURA ANNULLABILITA' della scheda. Si tratta infatti, del cosiddetto "voto disgiunto" ammesso in altri ambiti  ma qui è MOTIVO DI SICURA ANNULLABILITA' DEL VOTO.  

APPENDICI E RACCOMANDAZIONI


– Si riceve una sola scheda per la Camera e una sola scheda per il Senato (quest'ultima, per gli elettori che abbiano compiuto 25 anni). 
Le schede sono munite di un talloncino che dovrà essere staccato o dal presidente di seggio o da uno scrutatore, quindi noi non possiamo mettere la scheda direttamente nell'urna ma consegnarla allo scrutatore o presidente. 

 Non si può portare il cellulare nella cabina elettorale e ovviamente è vietata qualsiasi foto o ripresa al suo interno. (E' consigliabile consegnare il cellulare prima di andare in cabina)

– Si può votare facendo un solo segno, oppure due, (ma non tre pena nullità) basta che entrambi i segni siano fatti nell'area della scheda che spetta a un’unica coalizione.

- E' vietato il voto disgiunto

-Ricordatevi il documento e la tessera elettorale

- Quest'anno, per la prima volta, si vota un giorno  soltanto (domenica 4 marzo, dalle ore 7 alle 23.)



ED ORA SIAMO SINCERI ANCHE SE UN PO' BRUTALI.

Parliamoci chiaro con questa legge elettorale l'elettore è chiamato ad esprimere un voto su di un pacchetto che è una sorta di "prendere o lasciare".

1) Infatti, se "non ci piace" il candidato della quota uninominale (quello scritto in grande al disopra del riquadro), l'unico modo per NON votarlo sarebbe quello di votare per un'altra coalizione perché votando per uno qualsiasi dei partiti il voto andrebbe comunque al candidato suddetto.

2) Se volessimo dare la preferenza ad uno dei candidati della quota "proporzionale" NON POSSIAMO FARLO; infatti se apponessimo una croce su qualunque dei candidati scritti in piccolo a fianco al simbolo del partito  la scheda verrebbe annullata (o, ad andar bene, contestata).
Se i voti espressi consentissero l'elezione di uno solo dei candidati verrebbe eletto solo IL NUMERO 1 come stabilito dal partito. 

Concludendo l'unica scelta sensata e più semplice che possiamo fare è quella di votare il simbolo del partito (col suo pacchetto intero) mentre, ripetiamo:  con il solo voto sul candidato del collegio uninominale (quello in alto e a grandi lettere) prendiamo l'intero "pacchetto della coalizione".




CONCLUSIONI 
1) ANDIAMO A VOTARE PERCHÉ' CON L'ASTENSIONE FACCIAMO DECIDERE GLI ALTRI PER NOI.

2) PER LO STESSO MOTIVO, NON LASCIAMO LA SCHEDA IN BIANCO O CON SEGNI CHE POSSANO ANNULLARLA. 

3) RICORDIAMOCI CHE LA FORZA DI NOI STATTESI SI MISURA ANCHE COL NUMERO DI VOTI ESPRESSI VALIDI. 

4) SPERIAMO CHE UNA VOLTA O L'ALTRA CI POSSA ESSERE L'OPPORTUNITÀ DI VOTARE PER UN  CANDIDATO STATTESE (Ci sono state alcune occasioni in passato, ma la mancata unità degli stattesi in quelle occasioni le hanno vanificate).



Per contattare il blogger dinodelgiudice1@tin.it
Per la pagina principale del blog cliccare QUI 
Per andare alle pagine "Politica italiana" QUI

martedì 22 novembre 2016

Referendum: Finalmente arrivano i dibattiti con la presenza CONTEMPORANEA di leader dei due schieramenti.


REFERENDUM: Finalmente arrivano i dibattiti con la presenza CONTEMPORANEA  dei  leader dei due schieramenti che ci aiuteranno a votare in modo consapevole. 
By Leonardo Dino Del Giudice

Devo confessare che  finora, non ho assistito alle assemblee del SI e nemmeno a quelle del NO,  ma (forse sbagliando), ho cercato di verificare le due tesi QUESITO PER QUESITO con i pareri di “Illustri Costituzionalisti", schierati tra le opposte fazioni. Ho consultato le “paginate” dei vari quotidiani (presunti neutri e veri schierati), e non credo di aver “cavato dei ragni dai buchi”; viceversa, ieri pomeriggio nella “mezz'ora di Lucia Annunziata (che era in effetti un'ora), ho assistito ad un interessantissimo  dibattito senza esclusione di colpi tra Renzi e Landini, che mi ha fornito alcuni punti di riflessione. Il  più importante è stato questo:  non credo vi sia metodo migliore per votare  CONSAPEVOLMENTE che non sia quello di  assistere ai dibattiti,  con la presenza CONTEMPORANEA di  leader  schierati per il SI e quelli schierati per il NO. 




Non ne possiamo più di dichiarazioni di gente nota e meno nota che sbandiera in TV la propria volontà di voto;  non ne possiamo più di assemblee che SPIEGANO perché votare NO oppure votare SI, senza che vi sia un vero contraddittorio ed allora sono giunto ad una decisione personale: cercherò le "mie conferme”  nei  prossimi dibattiti che abbiano la contemporanea presenza DELLE DUE PARTI.

Da questa sera,  sera su RAI 1 alle ore 20,30 (e fino alle 21,15) ci sarà  una trasmissione che andrà avanti per diverse sere alla stessa ora:  si confronteranno  i rappresentanti del SI e quelli del NO; forse non “sposteranno di una virgola” la posizione dei cittadini che abbiano già preso la loro posizione (ed in questo non credo vi sia nulla di male), ma almeno ognuno potrà avere o meno  le conferme  attese.


 Per chi gli fosse sfuggito, il dibattito di domenica 20 alle ore 14,30 nella trasmissione di Lucia Annunziata, riporto il link di Rai Replay  (che è disponibile  fino a sabato prossimo 26 novembre) cliccare QUI per accedere al video della stessa trasmissione.

Una doverosa osservazione: La maggior parte delle pagine di questo blog hanno una funzione essenzialmente informativa, specialmente per i cittadini fuori Statte (molti ci seguono anche dall'estero come da statistiche di Google che allego),mentre queste note non vogliono insegnare nulla a nessuno ma sono una sorta di riflessione personale che ho messo nero su bianco, senza la pretesa di influenzare il parere di chicchessia . 

Per chi proprio NON FOSSE ANCORA STUFO degli specchietti forniti dai giornali con i “pareri assoluti” di "insigni costituzionalisti" riporto uno dei “primi specchietti” pubblicati mesi fa dal Corriere della Sera:


APPENDICE

Il giornalista Dino Martano del Corriere della Sera ha raccolto il parere di Ida Nicotra, PER IL SI, docente di Diritto costituzionale a Catania, componente dell’Autorità anticorruzione ed ha raccolto il parere di Anna Falcone, avvocata cassazionista specializzata in Diritto costituzionale PER il NO

Ecco qui di seguito a confronto le due tesi su 10 punti rilevanti della riforma.


SI Scheda 1 di 10. Bicameralismo addio
"Con l’abolizione dell’anacronistico bicameralismo paritario si supera il meccanismo della «navetta» delle leggi tra Camera e Senato che ha fin qui generato molti ritardi e sovrapposizioni. È un vero salto di qualità anche se i regolamenti di Camera e Senato dovranno necessariamente essere modificati per attuare il dettato costituzionale".

NO Scheda 1 di 10    Ancora due Camere in campo
"Il bicameralismo non viene superato, chi sostiene il contrario dice una bugia. Continuiamo ad avere due Camere che legiferano insieme su molte materie, anche se non su tutte, quando invece si poteva abolire il Senato e passare al monocameralismo. I ritardi causati dalle “navette” tra le Camere sono un’invenzione: la modifica costituzionale dell’articolo 81 (pareggio di bilancio) è stata fatta in poco più di tre mesi".



Scheda 2 di 10
SI  2 Una sola fiducia
"Soltanto la Camera concede la fiducia al governo. Si instaura così un rapporto fiduciario unicamente tra Camera e governo perché il Senato svolge un’altra funzione, ovvero quella di camera di compensazione tra Stato e Regioni".

NO 2.Troppe variabili legislative
"È vero: il Senato non vota più la fiducia ma deve essere consultato su materie vitali per i governi, come la legge di bilancio. Il procedimento legislativo (articolo 70), che oggi ha 4 variabili, prevederà 8-10 «strade diverse». Il nuovo articolo 70, che oggi è di nove parole, sarà di una pagina. E pure criptica".






Sede del Cnel
SI  3.Politica, calano i costi
"Diminuiscono notevolmente i costi della politica. Cala il numero dei parlamentari, con la riduzione dei senatori da 315 a 100, con forti risparmi sulle indennità attualmente corrisposte. Sparisce del tutto il Consiglio nazionale per l’economia e il lavoro (Cnel)".

NO 3.   "Verrebbero risparmiati 50 milioni di euro per ogni esercizio annuale del Senato. Ovvero quanto costa un solo aereo F35 ordinato dalla Difesa. Diminuiscono i senatori ma la struttura del Senato rimane tale e quale. La soluzione, semmai, era quella di tagliare i deputati. Che sono ben 630".




SI 4.Più democrazia diretta
"Aumentano gli strumenti per l’esercizio della democrazia diretta. La riforma introduce il referendum propositivo e modifica il meccanismo del quorum di validità per quello abrogativo che diventa «mobile» dovendo tener conto dell’andamento storico dell’astensionismo".


NO 4. Referendum più difficili
"Per la richiesta di referendum abrogativo le firme richieste aumentano da 500 mila a 800 mila. E anche le firme per la richiesta di leggi di iniziativa popolare passano da 50 mila a 150 mila, con buona pace della democrazia partecipativa".





SI 5. Non si vota per l’Italicum
"A novembre non si vota per l’Italicum. La nuova legge elettorale, con il suo premio di maggioranza, non configura un’anomala concentrazione di poteri. Il premio di maggioranza alla lista, e non alla coalizione, semmai evita il formarsi di raggruppamenti eterogenei che poco si conciliano con l’esercizio del governo efficiente del Paese".

NO 5.Vince una minoranza
"La nuova legge elettorale e la riforma costituzionale sono connesse. Passi, se al primo turno una lista supera il 40% e ottiene il premio di maggioranza. Ma chi vince al ballottaggio, anche di un solo voto, governerebbe grazie ad un vero premio «di minoranza"





SI 6.Decreti con il contagocce
"Nella riforma è prevista una limitazione del ricorso ai decreti legge. Un po’ tutti i governi ne hanno abusato, con la giustificazione della necessità e dell’urgenza dei provvedimenti".

NO 6.Il governo fa le leggi
"È prevista l’approvazione a data certa dei disegni di legge governativi mentre questa «corsia preferenziale» non è contemplata per le leggi di iniziativa parlamentare. Così il governo monopolizza l’attività legislativa del Parlamento".





SI 7.Stato centrale più forte
"Le materie strategiche — tra le quali i trasporti e l’energia — tornano alla competenza legislativa dello Stato. Le Regioni, nel disegno originale, erano nate come enti amministratori. E ora dopo una lunga sperimentazione sarebbe da chiedersi se, in questi anni, abbiano svolto per il meglio la funzione legislativa. In proposito, permangono molte perplessità".

NO 7.Addio decentramento
"Si risponde a una brutta riforma (quella in senso federalista del Titolo V del 2001) con una soluzione peggiore. Mettendo tutte le Regioni sullo stesso piano, si torna indietro rispetto alla spinta del decentramento. Il disegno complessivo è di favorire un governo centrale più snello per assumere le decisioni strategiche".







SI 8.Stop liti davanti alla Corte
"Vi sarà una notevole riduzione del contenzioso Stato-Regioni davanti alla Corte Costituzionale, che è stato acuito a seguito della riforma del Titolo V varata nel 2001. Il nuovo Senato ha infatti, come si diceva, la funzione di camera di compensazione tra Stato centrale e territori".

NO 8. Liti invece, tra Camera e Senato
"Con l’abolizione delle materie concorrenti aumenteranno i ricorsi tra Stato e Regioni. E, vista la complessità del procedimento legislativo, aumenterà anche il contenzioso tra Camera e Senato, che ha un potere di «richiamo» delle leggi tutto da verificare.Liti tra Camera e Senato".





SI 9.Pesi e contrappesi
"La vittoria del Sì non apre la strada ad alcuna deriva autoritaria. La Costituzione del ’48 è costruita soprattutto sui pesi e sui contrappesi perché in quel contesto storico prevalse il tema della riflessione più che quello della decisione perché, dopo il fascismo e con la guerra fredda alle porte, si temeva che il Paese potesse degenerare verso forme di autoritarismo. Oggi quel contesto storico è lontano".

NO 9.Se 47 articoli sembrano pochi
"La Costituzione non è intoccabile ma modificare 47 articoli della Carta a maggioranza, e in un colpo solo, deve allarmare chi ha a cuore la democrazia. Non viviamo ancora in una democrazia compiuta se quasi il 50 per cento dei cittadini non va a votare. Se il Parlamento avesse affrontato più pacatamente la questione, oggi, forse, ci ritroveremmo con una riforma condivisa senza la necessità di ricorrere a un referendum a forte contrapposizione".







SI 10 Un governo che decide
"La vittoria del Sì rafforza l’idea di una democrazia partecipativa e di un governo che decide. E che sa colmare quello che è stato definito proprio sul Corriere della Sera, da Ferruccio de Bortoli, «il fossato tra istituzioni e cittadini»".

NO 10.Il governo non c’entra
"La vittoria del No non deve incidere sulla vita del governo che va avanti in base alla maggioranza in Parlamento. Il voto dei liberi cittadini, su una riforma così importante, non può sottostare a ricatti o a strumentalizzazioni sulla continuità dell’azione del governo"



Conclusioni
Il 4 dicembre, andiamo tutti a votare, NON FACCIAMO DECIDERE GLI ALTRI PER NOI.
L'auspicio è, che ai cittadini sia restituita quella serenità indispensabile per esprimere il voto senza condizionamenti e che, qualunque sia il risultato referendario, possa essere accettato da TUTTI in modo democratico e senza reciproche accuse e recriminazioni.
Per rispettare l'autonomia dei lettori di queste pagine, fino allo svolgimento del Referendum, questo blog non pubblicherà altre pagine sull'argomento. 

(Mi  ero ripromesso di non pubblicarne alcuna ma.. che volete ... "la tentazione era forte"). 
Ciao amici, buona serata.




Per contattare il blogger dinodelgiudice1@tin.it
Per la pagina principale del blog cliccare QUI 
Per andare alle pagine "Politica italiana" QUI

martedì 2 agosto 2016

RENZI & C. CONTESTATI A TARANTO: PERCHÉ?

I passeggini vuoti per le tante "vittime innocenti" dell'inquinamento.

RENZI  & C. CONTESTATI A TARANTO: PERCHÉ? 


LA NOTIZIA

Il 29 luglio scorso, Renzi, in visita a Taranto, è stato duramente contestato da un folto gruppo di cittadini. 
Gli si rimproverano i tanti decreti "Salva Ilva" sempre più permissivi, specialmente l'ultimo (il decimo) e la poca attenzione nei riguardi delle tante tragedie che l'inquinamento continua a provocare.
Renzi era venuto a Taranto sia per inaugurare la nuova ala del 
MarTA (Museo Archeologico Taranto) e sia  per firmare il “Contratto istituzionale di sviluppo della città”. 
A farne le spese anche l'onorevole Pelillo al quale i cittadini rimproverano di non essersi opposto con la dovuta fermezza  a questo decreto e di averne votato la fiducia.

Non siamo populisti a prescindere  e non crediamo che l’operato complessivo del governo  Renzi sia da giudicarsi negativo;  osserviamo soltanto che venendo in una zona martire in cui il dolore e la disperazione  alberga in quasi tutte le famiglie, dopo aver varato un discutibile 10° decreto (che, dopo i nove, sempre via via peggiorativi e permissivi), mostra scarsa comprensione per queste sofferenze e mostra scarsa stima per la nostra intelligenza e cercheremo di esporne le ragioni.


Il motivo della mini-rivolta

La piccola rivolta anti Renzi, in definitiva è la rivolta nei confronti di questi 10 decreti che ogni volta hanno promesso soluzioni definitive ed ogni volta si sono dimostrati strumenti anti magistratura, strumenti di dilazione dei provvedimenti di ambientalizzazione, spesso dimostrandosi anche  salvacondotti nei riguardi dei responsabili pro tempore dell’azienda. 

Lo scopo dichiarato era la difesa del lavoro delle maestranze. 

Come il tempo ha dimostrato e sta dimostrando tutt'ora, la giusta difesa dei lavoratori, poteva essere realizzata con i miliardi di risorse pubbliche dissipati che, se impiegati in progetti concreti potevano aver portato ad una conversione illuminata dell’azienda, senza licenziare un solo lavoratore ma questo aspetto, NON È MAI STATO AFFRONTATO DA RENZI E DAI SUOI PREDECESSORI. 

Renzi, nella sua visita ha pagato tutto questo e, insieme a lui, come si è detto, si è trovato coinvolto (sia pure con responsabilità minori) lo stesso onorevole Pelillo.


In alto, una manifestante con esenzione 48 (malattia tumorale); in basso la stessa cittadina, abbracciata da un poliziotto commosso: Questa è  umanità.

I presenti alla contestazione

Alla manifestazione hanno partecipato diverse centinaia di cittadini ed erano presenti i rappresentanti di Verdi, WWF, Tutta mia la città, Cobas, Rifondazione Comunista, Liberi e Pensanti e Genitori Tarantini, e rappresentanti di diversi movimenti che esibivano   Striscioni e manifesti nient'affatto benevoli e passeggini vuoti (tutti molto "espliciti").  
Vi erano numerosi cittadini  che hanno a cuore salute e ambiente del nostro territorio tra cui anche alcuni stattesi. Quindi,  presenza non particolarmente numerosa ma qualificata (“pochi ma buoni” come hanno osservato gli stattesi V.M. e A.F.)



L’ESSENZIALE DELLA NOTIZIA TERMINA QUI.

SEGUE “L’APPENDICE” PER QUALCHE ULTERIORE PARTICOLARE a  beneficio dei tanti stattesi fuori sede ma anche di molti stattesi lontani dalle cose politiche ed ambientali. Chi segue più incisivamente i fatti stattesi, può tranquillamente fermarsi qui.

APPENDICE

La manifestazione all'arrivo di Renzi al MArTa (Museo Archeologico Taranto)

Non si intendono ripercorrere i tanti decreti che hanno cercato (spesso riuscendoci) di ostacolare l’azione della magistratura nella sua azione di salvaguardia della Salute Pubblica come, hanno cercato di bloccare l'individuazione di responsabilità per i tanti dolori che ormai sono “patrimonio comune” di tante famiglie stattesi e del Rione Tamburi; si cercherà soltanto, di mettere in evidenza due punti dell'ultimo decreto, appunto il decimo,  (tra l'altro, zeppo di pseudo risorse,  più fantasma che reali).




PRIMA DOMANDA:  COSA C’È DI TANTO SCANDALOSO IN QUESTO 10° DECRETO?


COSA C’È NEL  10° DECRETO:
1)  IMMUNITÀ PER I REATI AMBIENTALI NELL’ILVA, ANCHE PER GLI ACQUIRENTI, GLI AFFITTUARI, I DELEGATI  ETC.
La parte che ha  scandalizzato maggiormente  è quella che ha modificato molto in peggio l’immunità penale prevista dal precedente decreto (il 9° del 2015), che concedeva la stessa immunità per reati ambientali  soltanto ai commissari e ai loro delegati, mentre il 10° decreto, fa due cose molto peggiorative: concede l’immunità penale ambientale anche agli acquirenti, affittuari e gestori e dà loro la facoltà di ritardare per 18 mesi (salvo un eventuale futuro 11° decreto), gli obblighi di effettuare i lavori di ambientalizzazione (ma solo di una parte e NON la più importante). 

Sentite come recita ufficialmente il 10° decreto (art 2 comma 6).
“Le condotte poste in essere in attuazione del Piano di cui al periodo  precedente  non  possono dare  luogo  a responsabilita’ penale o amministrativa del commissario straordinario,  dell’affittuario  o  acquirente e dei  soggetti  da  questi  funzionalmente delegati,  [omissis]. (Ovvero: impunità per tutti)
Come si è detto, nello  stesso decreto è previsto anche  un rinvio di 18 mesi per l’effettuazione di alcuni lavori di ambientalizzazione. 

Marescotti e Bonelli osservano:
Con il decimo decreto Salva Ilva, chi acquisterà l’acciaieria avrà l’immunità penale, non sarà obbligato a fare le bonifiche, potrà cambiare il piano ambientale e sanitario e per ultimo si concede ulteriore proroga di 18 mesi per la realizzazione delle prescrizioni ambientali e quindi strettamente connessi alla salute".




COSA C’È NEL  10° DECRETO:
2) LE “PERDITE DELL’ILVA” PAGATE CON LE NOSTRE “BOLLETTE”.
 In un precedente decreto Salva Ilva, lo Stato aveva concesso un prestito di 400 milioni all’Ilva con l’obbligo di restituirlo entro il 2016. L’azienda  non è in condizioni di restituire il prestito. Ora vedete che si è inventato Renzi per rendere vendibile l’azienda: Si è fatto prestare forzosamente 400 milioni da un ente statale, CSEA, alimentato con fondi delle NOSTRE BOLLETTE di gas luce e acqua (per inciso, detti fondi servono per politiche energetiche come le rinnovabili etc.)
Nel suo 10° decreto, la restituzione del  prelievo forzoso è previsto nel 2018 E OLTRE. Come conseguenza, lo CSEA, ha fatto sapere che se il prestito non sarà restituito entro il 2018 sarà costretto ad aumentare le tariffe di elettricità, gas e acqua per rientrare nei fondi prestati.
Avevamo assistito a tante prese in giro, ma tutte messe insieme come ora non ci era mai capitato.




SECONDA DOMANDA:  SE LE CONSEGUENZE DI QUESTE AZIONI SONO COSÌ NEGATIVE PERCHÉ NON VI E' STATA  UNA PIÙ CONSISTENTE PARTECIPAZIONE DI CITTADINI (e di presenza ufficilae di partiti e sindacati confederali)?

Questa è la stessa domanda che si fecero i verdi e altri ambientalisti, quando al referendum consultivo sull’Ilva i cittadini dei Tamburi disertarono in massa le urne: rispondere non è facile.
Le famiglie che hanno come reddito esclusivo, quello derivante dall'impiego in Ilva ed hanno tante bocche da sfamare guardano con terrore ad una eventuale chiusura dell’azienda. Come dar loro torto? Anche l’assenza dei sindacati ufficiali e dei maggiori  partiti presenti nelle amministrazioni del territorio è inquadrabile in questa ottica ed ogni ulteriore commento al riguardo sarebbe necessariamente superficiale. Le deduzioni le lasciamo al lettore.


 Il problema come hanno suggerito molti esperti, stava nel programmare una riconversione virtuosa dell’azienda, finanziata dai tanti fondi dissipati  per mantenere in vita un’azienda altrimenti, già decotta ma, mentre le povere famiglie sono giustificabili, lo sono molto meno GLI ALTRI perché DA TEMPO, avrebbero dovuto farsi parte attiva verso una riconversione che più passa il tempo e più diventa difficile ma inevitabile,  essendo ormai chiaro a tutti che una acciaieria a poche centinaia di metri dalle abitazioni è assolutamente incompatibile per non parlare del disastro economico dove sembra avviarsi. (Gli acquirenti "nominali"  sono numerosi ma all'ultimo momento si dileguano)





TERZA DOMANDA: MA, I TANTI FONDI STANZIATI PER LA CITTÀ NON SONO UN FATTO POSITIVO?

Ritengo che i  tarantini (e stattesi), avrebbero desiderato una maggiore attenzione di Renzi nei confronti dell’ambiente e della salute pubblica e, l’ultimo decreto, come del resto gli altri,  non sono andati  nella giusta direzione. 
Per ciò che riguarda i fondi, è da registrare una dichiarazione del governatore della Puglia Michele Emiliano (come tutti sanno in eterna rotta di collisione col premier), dopo aver controfirmato il contratto istituzionale:
“L’elemento dell’inquinamento è sopportato dai tarantini e anche dai pugliesi con una pazienza che non è infinita” – Grazie governatore ma il tuo “pulpito” non è dei migliori- “da quanto mi sembra di capire - ha continuato Emiliano - per Taranto non c’è una lira in più, non so se è chiaro, sono tutti soldi che erano stati già stanziati in precedenza. Qui, oggi, abbiamo fatto solo un riepilogo, una ri-firma”.


Alcuni organi di stampa hanno riferito che i partecipanti erano alcune decine (forse sapevano contare fino a dieci).

QUARTA DOMANDA: EMILIANO NEL DIFENDERE IL NOSTRO AMBIENTE E LA NOSTRA SALUTE  È CREDIBILE?


Interminabile fila di tir in attesa di "confluire rifiuti" ad una discarica nei pressi di Statte (Foto Vincenzo Conte)

E' vero, Emiliano ha dichiarato che, nei riguardi dell’inquinamento, e della salute: "la pazienza dei tarantini e stattesi non è infinita”, ma poi, (anzi: prima), lo stesso governatore ha fatto tante cose che, con questo assunto  avevano ben poco di coerente: Vediamo un po’;

1) Chiusura  “provvisoria” (
(a suo dire) dei  Pronto Soccorso del Moscati e dell’Ospedale di Grottaglie, depotenziando e chiudendo diversi reparti nei due nosocomi; la ragione sbandierata è quella di “programmare i turni di ferie del personale” che diversamente, sarebbe impossibile. (Veramente una "bella motivazione").
Si dirà: ma allora gli ospedali rimasti aperti saranno in grado di dare assistenza adeguata alla somma degli utenti dei tre ospedali? Meglio non andare oltre  ed è  meglio che nessuno di noi abbia necessità di queste prestazioni. 

2) Emiliano, tramite i suoi "delegati" e sempre per mancanza di personale (un addetto andato in pensione), invece di mandare un sostituto  ha preferito ridurre  quasi a zero la fisioterapia a Statte dei diversamente abili.


3) Ha autorizzato alle “sue Asl”  (tra le altre cose) di ridurre quasi a zero la possibilità di effettuare sia RM che analisi cliniche preventive (ambedue indispensabili per la diagnosi precoce di tante malattie del nostro tempo e del nostro ambiente).


4) Ha scelto Statte (grazie governatore), come soluzione "adeguata" nelle ricorrenti crisi riguardanti le discariche esaurite, utilizzandone una sempre pronta  ubicata a poche centinaia di metri dalle prime case del rione Feliciolla,  maleodoranti 365 giorni all'anno (366 quest’anno). 

Mi scusi governatore, mai ha mai rivolto un pensiero a questi nostri concittadini specie di quelle zone che, oltre a vedersi azzerato il valore delle loro case, sono costretti a vivere sempre con le finestre chiuse, per limitare gli "odori"?  Lei vivrebbe con i suoi figli in quelle condizioni? Finiamola qui che è meglio.

QUINTA DOMANDA: QUALI SONO STATE LE RAGIONI DEL DISSENSO NEI CONFRONTI DELL’ONOREVOLE PELILLO?



Su Pelillo non si intende generalizzare; come stattesi lo abbiamo conosciuto sia quando da consigliere regionale prendeva a cuore i problemi di Statte e sia successivamente (dopo le primarie) quando il feeling si era affievolito (ma questa è tutt'altra storia).
Il suo ruolo, in questa vicenda ci è sembrato poco coraggioso è vero, ma alquanto marginale.
Gli si rimprovera di aver votato a favore di questo decreto ma, probabilmente non se l'è sentito di fare diversamente, trattandosi di un voto di fiducia. 

Dopo qualche sua improvvida dichiarazione nell'esaltare i risultati ottenuti dall’Ilva nella “opera di ambientalizzazione” (“Il fumo che si vede è solo vapore acqueo”) ha dovuto fare marcia indietro dichiarando che un suo voto favorevole a detto decreto era ancora in forse ma poi, il foto di fiducia lo ha "costretto" ad un ulteriore ripensamento.. 
A causa di queste sue contraddizioni,  la  "piazza" gli ha probabilmente rimproverato la sua  accondiscendenza acritica nei riguardi del "capo". 


CONCLUSIONI: Il gatto e la volpe.



In questa pagina non si è inteso giudicare l'operato politico, passato e presente dei due maggiori "protagonisti" (Renzi ed Emiliano), né si è voluto fare del populismo esprimendo facili giudizi, ma si è cercato di esporre  la loro azione in relazione ai  temi "ambiente" e  "salute"  (oggetto delle recenti contestazioni), il tutto, visto anche nell'ottica  di uno "stattese". 
Da quest'ultimo punto di vista, dobbiamo osservare che, a nostro parere  Renzi ed Emiliano si sono comportati come il gatto e  la volpe.  

Renzi, è stato il  gatto nei riguardi dell'Ilva ed Emiliani, la volpe per le vicende  delle discariche, e  sanitarie  (incremento continuo di rifiuti nei sito nei pressi di Statte e nessuna "preoccupazione" per i cittadini che subiscono le emissioni "odorigene", chiusura di Pronto Soccorso e reparti ospedalieri, depotenziamento del Centro Diurno di Statte  per disabili, limitazioni RM ed esami Clinici e .. molti etc.).
Ai "due" la "riconoscenza" degli stattesi e tarantini, specialmente delle tante famiglie colpite da tragici  eventi dolorosi. 




Per contattare il blogger dinodelgiudice@tin.it
Per la pagina principale del blog cliccare QUI 
Per le pagine dedicate alla "Politica stattese" cliccare QUI
Per andare alle pagine "Politica italiana" QUI
Per andare alle pagine di "Rifiuti Italcave" cliccare QUI
Per andare alle pagine di "Ambiente Lavoro e Sanità" cliccare QUI