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sabato 26 ottobre 2013

Angelo Miccoli candidato alla segreteria provinciale PD


Miccoli candidato alla segreteria provinciale PD

IL FATTO

Angelo Miccoli, si candida a segretario provinciale del partito democratico della provincia di Taranto. Per quelli (non più “verdi”) che lo conoscono fin dalla nascita, e che hanno avuto modo, di seguirne l’evoluzione da bambino a grandicello e poi da adulto, che condividano o meno le sue idee politiche, una cosa è certa: Non vi è nel suo percorso una benché minima sbavatura che possa mettere in dubbio, il suo carattere leale, onesto e disponibile. 


Foto Ivan Orlando


La “gavetta” di Miccoli ed il suo “equilibrio”

Miccoli, nella sua pluridecennale gavetta, di  militante, poi da segretario del PD di Statte ed infine da sindaco, ha sviluppato  quella  maturità ed equilibrio che gli hanno consentito di mantenere  quell’indipendenza ed onestà di giudizio necessarie  per essere un candidato affidabile e super partes ; queste qualità, più di altre, sono indispensabili per mantenere, anche a livello provinciale,  grande coesione interna, a sua volta base di partenza per strategie ed obiettivi appropriati ad una grande forza democratica.

Foto Giovanna Soldatini

Una figura equilibrata ed imparziale

Siamo orgogliosi e fieri di lui e precisiamo anche, che questo orgoglio, è indipendente dal fatto che uno abbia o meno simpatie di sinistra (chi scrive, non le nasconde), proprio per le ragioni, esposte. D’altro canto, proprio per l’onestà intellettuale di Miccoli, possiamo essere sicuri che il suo operato, lo porterebbe ad avere un comportamento incisivo ma imparziale, sia nei confronti di tutto il partito che delle collettività.





Segretario e sindaco ?

Qualcuno, aveva espresso il timore che la sua eventuale carica di segretario provinciale, lo potesse distogliere dai suoi compiti di sindaco; le esperienze di altri primi cittadini impegnati in ruoli politici extra locali, portano a conclusioni diverse: Portiamo ad esempio, l'ingegnere Basilio Ridolfi, sindaco di Ficarra, uno dei più amati e più efficaci della Sicilia che  è stato eletto segretario provinciale di Messina; il sindaco Emiliani di Bari, il più amato tra le città metropolitane, è attivamente impegnato in politica e questo, più che indebolire il suo operato lo ha, di fatto rafforzato e potremmo continuare ..



L’orgoglio dei suoi amici:

(I.O.) Io ho scelto Angelo Miccoli (il Sindaco del mio Comune), un uomo di grande esperienza, una persona attenta alle voci di tutti, uno che ha... fatto parte della base per tanto tempo e quindi sa apprezzarla ed ascoltarla, un uomo in grado, finalmente di unire le varie anime di questo partito con l'indole di una persona libera da faziosismi di corrente. Se tutto dipendesse solo da me sarebbe il nuovo Segretario provinciale del Partito Democratico di Taranto. L'Italia e Taranto hanno bisogno di una nuova classe dirigente che abbia un po' delle sue caratteristiche. 




SE NON SIETE “ARMATI DI PAZIENZA” FERMATEVI QUI, ALTRIMENTI, CONTINUANDO ANCORA PER UN POCO, POTRETE COGLIERE LA VERA RAGIONE DI QUESTA PAGINETTA.



La superbia di chi crede che, essendo un barone del giornalismo locale, possa avere il diritto di pontificare al di sopra di tutto e di tutti: (parliamo di Rocco Tancredi).

Ecco l’incipit di una sua “requisitoria”  in un articolo di Taranto Oggi, (giornale, per il resto, davvero   benemerito, nel campo ambientale).

“A pochi giorni dalle elezioni per il segretario provinciale del Pd ionico (fissate per il 3 novem­bre), Angelo Miccoli e Walter Musillo probabil­mente si sentono già incoronati (da Pelillo e Vico) ed assumono già le sembianze de­gli uomini di po­tere (senza pote­re reale e forse se ne accorgeranno presto) se posso­no consentirsi di ignorare alcune domande che questo giornale aveva sottoposto alla loro atten­zione una setti­mana fa.”

Il signor Rocco Tancredi non conosce realmente Angelo Miccoli
Ma questo signore, che scrive di Statte e degli stattesi, soltanto quando ha, qualcosa di negativo da esporre e che per il resto, scrive a tavolino senza immergersi nella nostra realtà,conosce davvero, Angelo Miccoli?  

Questo signore afferma: “Assumono le sembianze di uomini di potere” ...  Se conoscesse bene il sindaco di Statte, saprebbe che Miccoli, da sempre, non ha mai avuto  sembianze di uomo di potere, ed anche gli avversari gli riconoscono un garbo ed una educazione che è proprio “il contrario” di ciò che il signor Tancredi afferma.

Rocco Tancredi confonde educazione e condiscendenza
Forse, lo stesso signor Tancredi, evidentemente male informato, confonde questa educazione, con un presunto carattere condiscendente che lo farebbe essere pedina di qualcuno: Ciò, è esattamente il contrario della verità: Miccoli ha un carattere forte e determinato e porta avanti le sue convinzioni, che sono quasi sempre quelle giuste e, a differenza di tanti,  non si imbarca nel carro dei presunti vincitori, altrimenti la sua scelta, sarebbe stata diversa.  
Quindi signor Tancredi, lei è completamente fuori strada.

Arrogante Miccoli o lo stesso Tancredi?
Lei, signor Tancredi continua così: “Questa arro­ganza, (quella di non rispondere alle sue domande n.d.r), che qual­cuno avrà loro suggerito di pra­ticare, la dice lunga,di quel che potrà essere il PD”.
Signor Tancredi, chi è arrogante, Miccoli o lei, che fa domande, in massima parte retoriche  ed a cui esplicitamente si è anche dato quasi sempre le risposte ?  (Queste domande, i più pazienti le troveranno in fondo pagina). Inoltre, sappiamo che Miccoli nelle conferenze stampa non si sottrae a nessuna domanda dei giornalisti presenti, ed allora, perché non le ha poste in quella sede?
Oppure (e questa, sì che è arroganza), si ritiene più uguale degli altri?


Foto Giovanna Soldatini





 Questa “difesa” di Miccoli è la difesa della dignità stattese.
Ora al signor Tancredi (i lettori di questa pagina perdoneranno il “salto della quaglia” tra le domande dirette ed indirette), una domanda “potrebbe nascere spontanea”: “ Qual è “l’interesse che si cela dietro questa “difesa di ufficio”?

Bene ! Questa volta, la domanda avrebbe un senso, ed ecco  le risposte:

1) Premesso che Miccoli, non avrebbe bisogno di alcun difensore di ufficio e, se non ha risposto alle sue domande e replicato al suo articolo è perché non vuole alimentare polemiche ed è troppo intelligente per rispondere a domande a cui lei ha già dato le risposte.

2) Questa presunta “difesa d’ufficio” si è resa necessaria, perché, un “vecchio  e dignitoso stattese”,  vede “attaccato” il massimo rappresentante delle proprie istituzioni e questa “difesa” l’avrebbe fatta (e la farebbe in futuro), a favore di un qualunque altro primo cittadino stattese e di qualunque “colore”,  che fosse attaccato ingiustamente.

 3) Chi scrive non ha mai avuto la “tessera” del partito di Miccoli.

 4) Le  volte che, chi scrive non si è trovato d’accordo con alcune sue decisioni, non ha mancato di dichiararlo anche palesemente.

 5) Chi scrive, non ha MAI chiesto favori o qualunque altra cosa a Miccoli, ma , conoscendolo  come “persona per bene e schietta”  sa, che il “favore” potrebbe farlo, soltanto  ad un cittadino in grave stato di bisogno (e, fortunatamente non è il caso di chi scrive).



Conclusioni
Non credo, sia opportuno concludere, con scontate parole personali ma con un “pensiero” di una sua intelligente compagna di partito (G.D.P)  e, credo che non vi sia descrizione migliore delle qualità ideali che deve avere un buon segretario politico:
(G.D.P): ... e  questo ragazzo c'
è sempre, quest'uomo mite dalla corazza dura, senza mai dire "io" ma "noi". Io scelgo Angelo per questo e non per l'amicizia; perché in questi anni,  ci ha sempre indicato la strada della vera politica, perché quando la nave sobbalza tiene il timone fermo, perché ringrazia,  ma non si inchina, unisce quando gli altri rompono, parla quando gli altri gridano; perché tiene duro anche quando intorno a lui barcolliamo, e allora lui crede per noi, senza sbandierare, senza ostentare. (non si potrebbero dire di lui, cose più appropriate ed opportune).

 E, per finire ... un pensiero di Angelo Miccoli di due giorni fa: Le battaglie giuste, non sono sempre le più facili ...  Auspichiamo che nella vita possa combattere solo queste battaglie: Per il resto ... un grossissimo: IN BOCCA AL LUPO




Appendice (le domande retoriche di Tancredi e la lettera d'intenti di Miccoli)

Ecco le domande, per la massima parte retoriche, che il signor Tancredi, aveva posto dal giornale Taranto Oggi, e a cui pretendeva si rispondesse altrimenti ... lesa maestà !!

1.    Si sente spesso questa frase “Taranto è ormai una città morta”. La si sente in molti ambienti anche politicizzati. Come smentire questa sensazione che sta diventando un luogo comune?
2.     Nel giro di pochi anni il suo partito a Ta­ranto è riuscito a brucia­re questi segretari: Gian- nico, Pentassuglia, San­toro, Binetti (commissa­ria), Francesco Parisi e Massimo Serio. C’è questa crisi nel PD? Come la vi­vono i dirigenti e i simpatizzanti elettori?

3.    Il silenzio del PD sulle tante questioni so­cio-economiche aperte è dovuto alle risse interne fra gruppi e fazioni o al­l’incapacità dei dirigenti del partito?

4.     I consiglieri comunali del gruppo Pd sembrano non tutti convinti del sostegno alla giunta Stefàno che agisce sempre in splendida solitudine. Ma non lo mollano, perché?

5.     Cosa deve rimproverarsi il partito nello scandalo Ilva-ambiente svenduto?

6.    Renzi sembra il lea­der ormai eletto soprattutto dal circolo mediatico. Ma a Bari non ha parlato di Sud e non ha neppure sfiorato il grosso bubbone del futuro dell’Ilva. Il Mezzogiorno sarà una questione archiviata per il    probabile segretario nazionale Renzi che vuole intercettare i voti dei moderati sulla questione carceri?

7.     Le prime questioni da affrontare, a livello cittadino e provinciale come partito, dopo la sua elezione?



Ed ecco una sorta di lettera di intenti ideale di Miccoli, con cui ha presentato la sua candidatura e con cui ha "risposto" a tante domande non "trappolose e retoriche" come le precedenti:

"Ho la tessera del più grande partito della sinistra da quando ero ragazzino. Lì ho imparato che il miglior modo di fare politica è partire dal terreno degli interessi comuni ed evitare che la nostra mano venga guidata dagli interessi immediati. Siamo da sempre scomodi per questo.
Ma ora, in tutto il Paese, e a Taranto in particolare, tutto ciò è valore. Preziosa perla rara da non disperdere nel qualunquismo di chi pensa che la politica sia spettacolarizzazione o peggio ancora il recinto di pascolo di piccole greggi divise per correnti. 
Non è più tempo di recinti. E io da quel perimetro mi sono voluto in qualche maniera liberare proponendo la mia candidatura alla segreteria provinciale del Partito Democratico di Taranto nella speranza che questa fosse in grado di includere, accogliere, riassumere, esaltando la pluralità di appartenenza di ogni singolo individuo, piuttosto che il vociare indistinto di gruppi o fazioni.


Da “vecchio” uomo di partito so che rimettersi in discussione è il miglior modo per rimanere giovani, attuali o moderni, ma so anche che per capire un processo bisogna indagarne le origini, sentirne i singoli afflati, porsi all’ascolto di una base che non può essere solo la rendicontazione sterile di tessere e poltrone, ma la malta per la costruzione di un “contenitore” che sappia camminare, cambiare, vincere e governare e insieme costruire finalmente un partito e una nuova classe dirigente all’altezza delle sfide che questo territorio dovrà affrontare.


Per governare questo cambiamento, bisogna ancorarsi alla sostanza della politica che deve essere la spinta a vivere civilmente e nel rispetto dei valori etici, morali e culturali che ci appartengono, ma bisogna anche avviare un processo di pacificazione ritenendo valore ogni singolo circolo, ogni singola storia, ogni singola esperienza di questo grande partito. Un partito senza greggi ma con tante risorse.


La mia candidatura nasce da tutto ciò e lascia ai margini le mozioni e le correnti per tornare a parlare di politica, quella vera. Quella che dopo il Congresso provinciale dovrà trovare il Partito Democratico più forte, più autorevole e determinato anche su temi scomodi o delicati.
Gli stessi su cui, da sempre, il nostro elettorato ci chiede di essere chiari, finalmente liberi da ombre o appannamenti. Nell’uomo, in ogni singolo uomo, diceva Vittorio Foa, c’è una grande possibilità di cambiamento e io ai singoli uomini chiedo il sostegno!".

In bocca al lupo Angelo !!

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