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giovedì 22 maggio 2014

Fotodocumento: La Festa di San Michele nella tradizione stattese.



La Festa di San Michele e la tradizione stattese.

Un fotodocumento della festa dell'8 maggio, arricchito con altre notizie, utili a chi desidera approfondire questo argomento. (Numerose.e foto, sono di Giovanna Soldatini, che ringraziamo per la gentile disponibilità)
(A quando risale questa devozione degli stattesi; quali erano i "vecchi" luoghi stattesi di culto dedicati all'Arcangelo; la testimionianza di una anziana signora che sulla chiesa di Triglie ne sa più di qualunque altro perché in passato, "guardiana" delle cappelle; la probabile "datazione" della statua di San Michele; i numerosi "arronzati restauri del passato" e quello serio effettuato da una scuola artistica di Taranto; i riferimenti ad un bel volume di Anna Maria De Vittorio sull'argomento e tanto altro ancora).


L'arrivo dei fedeli

Anche quest’anno la parte più importante della festa è stata la solenne processione con accompagnamento della banda che, partendo dalla cappella di San Michele, ha percorso le strade limitrofe, sostando nella parte più alta del colle che sovrasta il pianoro delle cappelle, dove vi è stata l’implorazione all’Arcangelo.

La cappella di San Michele prima delle cerimonie celebrative





Di rilievo la presenza dei sindaci di Statte e Crispiano, a sugellare l’antica fratellanza tra le nostre comunità. Commovente la presenza del sindaco di Crispiano Egidio Ippolito, che pur convalescente di un importante intervento chirurgico, ha voluto presenziare a tutta la processione.
Noi stattesi gli facciamo un grosso “in bocca al lupo”.

Ancora fedeli in arrivo
 Durante l'affollata processione che si è svillupata per qualche chilometro di strade rurali, c'è stata la commovente benedizione dei campi, impartita dalla parte più elevata di una collinetta che sovrasta il "pianoro" della Cappella.

La Statua di San Michele (Foto Giovanna Soldatini)


L'avvio della processione (Foto Sodatini)
Al ritorno della processione, si è celebrata un'affolatissima messa e successivamente,  vi è stata la “festa civile”, in verità non molto partecipata, forse a causa di un po’ di umidità e freschetto non “in linea” con una festa di metà maggio.

Ancora: processione all'avvio (Foto Giovanna Soldatini)

In ogni modo, è stato bello, rinnovare le nostre tradizioni ed avere occasione di incontrare vecchi (in tutti i sensi) amici.




La processione ha inizio


La processione si accinge ad affrontare la strada rurale che porta in cima ad una collinetta
La processione affronta la leggera salita. In primo piano, Giovanna Soldatini. (Foto Armando Grassi)
La processione in cima alla salita (Foto Giovanna Soldatini)

La notizia termina qui.
Chi desidera continuare, apprenderà molte cose su questa nostra antica tradizione, in particolare, si farà cenno ai vecchi luoghi di culto di San Michele, all’epoca della costruzione delle cappelle, all’origine della statua e, ad una interessante intervista con una signora (crediamo più che novantenne), che ricorda TUTTO, per essere stata col marito, una “guardiana notturna” di quei luoghi, nei giorni di festa, per evitare devastazioni da parte dei vandali. In diversi punti di ciò che segue si è fatto riferimento al bel volumetto pubblicato qualche anno fa a cura della pro loco di Statte e di Anna Maria De Vittorio.


La benedizione dei campi. Foto Giovanna Soldatini
1) A quando risale la devozione stattese per San Michele?
Il culto di San Michele Arcangelo a Statte ha origini remote, che con molta probabilitá risalgono al Medioevo, quando le popolazioni tarantine, perseguitate dalle invasioni dei barbari e dei Saraceni, si spinsero nell'entroterra per trovare rifugio nelle grotte che si aprivano nei costoni delle gravine e dei canali.




Autorità civili, dei comuni di Statte e Crispiano assistono alla benedizione dei campi. (Foto Giovanna Soldatini)
2) Quali erano o luoghi di culto dedicati a San Michele?

La devozione per l’Arcangelo, diffusasi tra i contadini di Stat­te, é documentara ancora oggi ,da vive memorie e da segni esterni di culto come chiese, altari, statue e dalla toponomástica locale.
Angelo Marinó (nel suo libro: “Il Feudo di Statte), riporta testualmente: Sull’esistenza di un’antica chiesetta rupestre sita nel rione Le Grot­te, abbiamo precise testimonianze dalle quali si rileva che dovette trattarsi di una cripta, centro di un insediamento monastico medioevale in quella gravina.
La grotta, che aveva affreschi murali, fu la prima chiesa del casale di Statte fino alla seconda meta dell' '800.
 Anna Maria De Vittorio, riporta la testiminianza di Pietro Barnabá (ultracentenario, scomparso di recente) che  ricorda questa cripta, giú alle Grot­te, di fronte al Castello, quindi, con molta probabilitá nella odierna via Falanto.


La processione di "San Michele" negli anni '40 (Foto archivio Pappone)
3) Nella zona di Triglie, testimonianza del culto all’Arcangelo sono provate, oltre che dalle due cappelle relativamente recenti (una della prima metà del ‘700 e l’altra di fine ‘800), anche da almeno due cripte pù antiche. Qualche dubbio permaneva fino a poco tempo fa, perché non si erano riuscite a trovare testimonianze dirette, né del culto nella grande grotta sottostante le cappelle, né sulla grotta, ritenuta leggendaria, posta sulla via vecchia che da Statte porta a San Michele.
 


La processione sulla via del ritorno



4) La testimonianza di una addetta alle Cappelle: Marietta Pace.
Ma proprio, qualche giorno fa (martedì 20 maggio 2014) ho avuto la fortuna di poter intervistare Marietta Pace, una “memoria storica” del sito di San Michele in Triglie.
D. Signora, può affermare con assoluta certezza che nella grande grotta sotto le Cappelle, si venerasse San Michele? R. Sicurissima! Quando ero ragazza era ancora ben visibile nella grotta una pittura di San Michele, già in via di disfacimento, tuttavia nella grotta si venerava l’Arcangelo. Qualche anno dopo, questa pittura, era completamente scomparsa.
D. Signora, si dice, che nella strada vecchia (quella a curve) che da Statte, porta a San Michele vi fosse un cripta con un affresco di San Michele, lei ne è  a conoscenza ? R. Certamente. Era una grotta molto piccola dove ci fermavamo ritornando dai campi, ma poi è stata distrutta, quando hanno allargato quella strada, in occasione della costruzione del ponte nuovo di Triglie (circa 50 anni fa).
D. Signora, lei ha detto che ha seguìto da sempre, le vicende do San Michele in Triglie.
R. Vero, da quando ero bambina, sono sempre stata in quel luogo; per venti anni, io e il mio povero marito, nei giorni precedenti la festa, dormivamo in quel luogo per evitare che ladri e vandali rubassero le attrezzature per la cerimonia e la stessa statua di San Michele. Per questo nostro impegno, il padre dell’attuale Ceneviva ci premiò pubblicamente. Anche ora, mi faccio accompagnare ogni anni in quel luogo.
D. Signora, si dice che la cappella più recente, sia stata costruita a scopo di “stalla provvisoria” per i cavalli dei pellegrini.
R. E’ vero, lo scopo iniziale della costruzione fu quello, ma con l’aumentare dei pellegrini, la famiglia Ceneviva, la ritrasformò come ampliamento del luogo di culto.



La "fotografa"  ritrae il "fotografo" (Mimmo Pappone, prepara gli "attrezzi": Foto Giovanna Soldatini)
Il "ritorno"


5) Quando è stata costruita l’attuale cappella nella valle del Triglio?
Angelo Marinò, nel suo notevole libro “Il Feudo di Statte”, riteneva che la prima piccola cappella, fosse stata costruita ad opera del 3° barone di Statte Francesco Blasi  júnior. Anna Maria De Vittorio in un suo documentato libretto “San Michele in Triglie”, ha riportato documenti incofutabili che dimostrano che la cappella (la prima più piccola situata più a est) è stata costruita tra il 1722 ed il 1746. La cappella più grande invece è provata che sia stata costruita alla fine dell’ ‘800  dalla famiglia Ceneviva (o Genoviva come preferiscono essere chiamati).

Prove di illuminazione per la "serata"

Sulla costruzione della cappella più antica, il dottor Antonio Vincenzo Greco, conoscitore profondo del nostro territorio precisa:
“La chiesa di San Michele a Triglie, fu eretta agli inizi del '700, probabilmente su un edificio sacro di età medievale, se non antico, in uno dei punti nevralgici della struttura viaria ed insediativa del Tarantino. Accanto ad essa passava infatti un'importante via per l'attraversamento della Murgia e tutt'intorno si estendeva un vasto insediamento rupestre, nel quale era localizzato almeno un altro luogo di culto, dedicato a San Giuliano. Si inserisce all'interno delle molte testimonianze del culto micaelico nel Tarantino.”

6) La statua di San Michele a quale epoca può essere datata?
Riportiamo le notizie, dal citato libro redatto a cura di Anna Maria De Vottorio nel 2009. "La statua, dalle scarne notizie storiche, sembra sia stata realizzata ne tardo ‘700, con materiali poveri per lo scheletro  (legno, reti, paglia, fil di ferro).Lo scheletro era stato poi rivestito con cartoni, lavorato direttamente sullo scheletro, imbevuti con colle animali. Le parti finali, come testa, mani, piedi e braccia sono state preparate a parte e realizzate in terracotta e gesso."

Stattesi di ritorno dalla processione
La statua era stato oggetto, di “restauri”, realizzati in vari anni dal 1950 fino agli anni ’70, che ne avevano alterato l’aspetto, i colori ed anche le forme del drappeggio. Su sollecitazioni della stessa Anna Maria De Vittorio, l’avvocato Ceneviva, acconsentì a far operare un accurato restauro, eseguito dal liceo artistico Lisippo di Taranto, che svecchiando, tutti gli strati sovrapposti, hanno riportato la statua “all’antico aspetto".
Ribadiamo, che la stessa statua, è custodita dalla famiglia Ceneviva che la mette a disposizione dei fedeli, quando viene richiesto, ossia in occasione delle feste dedicate a San Michele.

Foto "aerea" della zona della cappella, scattata da un "drone"
7) Questa cappella ricade nel comune di Statte o in quello di Crispiano?
"Questa cappella, è stata sempre ritenuta “stattese” dal punto di vista storico-culturale pur ricadendo da sempre nel territorio amministrativo di Crispiano, inoltre, ricade nella parte di masseria Triglie, passata in proprietá della famiglia Ceneviva, grande amica degli stattesi ma residente in masseria facente parte del comune di Crispiano".
8) Il “ricordo degli antichi stattesi”
Gli anziani di Statte conservano ancora vivo nella loro memoria il ricordo dei festeggiamenti che si effettuavano in forma solenne nella Cappella di Triglie, l'8 maggio. La maggior parte dei fedeli, partiva a piedi da Statte, la mattina della festa, per assistere alla messa ed alla processione nei campi. 
A Triglie, celebrava la messa il parroco di Statte, don Paolo Zigrino, alla testa di una affolatissima processione con la statua di San Michele; i fedeli, percorrevano le vie di campagna nei pressi della Cappella, mentre don Paolo, benediceva i campi di grano prossimo alla mietitura, gli olivi “in fiore”, e vigneti con le prime foglie e o prini accenni di grappolini.
Con il “pensionamento” del parroco Paolo Zigrino, questa tradizione, per qualche anno è continuata con il parroco don Tommaso poi, per una serie di circostanze, prima tra cui, la mancanza di cittadini che si interessassero alla manifestazione, le celebrazioni si interruppero per circa dieci anni, per poi riprendere ad opera di altri cittadini volenterosi riunitosi in commissione ed ufficializzandone la fondazione davanti ad un notaio.

Un "fedele a quattro zampe"
9) San Michele in Triglie: festa di due popoli “fratelli”:
Se ora, non è più, la nostra “festa esclusiva”, per contro è diventata una “festa comune”. Domenica 8 Maggio 2014,c’erano i due sindaci in testa alla processione. C’era il sindaco di Statte Angelo Miccoli e, Egidio Ippolito sindaco di Crispiano che, reduce da un importante intervento non ha voluto mancare. Facciamo a lui un grosso “in bocca al lupo”.

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