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domenica 17 marzo 2013

Grassi e Boldrini primo discorso, biografie e foto.

Pietro Grassi e Laura Boldini
neo presidenti del Senato e Camera dei Deputati

 
Premettiamo una "urticante" poesia di Gino Del Giudice che critica la "strategia" di Bersani a proposito della elezione del presidente del senato.



LE ELEZIONI DEI PRESIDENTI

ALLA CAMERA E AL SENATO

 

Invitto”, ora “l'inclito” Bersani

è più che tronfio per il risultato,

raggiunto sia al “Chigi” che al “Senato”.

Si crede “salvatore” tra gli umani.

 

Per Laura Boldrini il risultato,

fu di consenso espresso a piene mani,

poiché stimata è dagli italiani

per il suo antico impegno e il suo passato.

 

Ma Grasso al “Madama” presidente,

che ha l'aria di un demiurgo solutore,

fu solo una vittoria apparente.

 

Pietro magistrato, or Senatore,

è stata scelta ottusa e fu perdente;

Pirro ad Eraclea fu migliore.

 

Bersani è vincitore?

 

Pure con l'assist del Padre Eterno,

ora non riuscirà a fare il governo.

 

Gino Del Giudice 18 febbraio 2013
 
 
BELLA, DIVERTENTE E URTICANTE POESIA in cui  Gino, giudica la elezione di Pietro Grasso al senato "Una vittoria di Pirro" di Bersani e strategicamente destinata ad essere "pagata" con l'impossibilità di formare il governo. (In verità, salvo l'abbraccio mortale col PDL, chi scrive, non vede alcuna possibilità di formare un governo, mentre sembra inevitabile un ritorno alle urne, al massimo tra un anno).
Il futuro prossimo sancirà, quali delle strategie (di Bersani, di Grillo o di Berlusconi) risulterà vincente o, come è più probabile, sconfitti usciranno tutti loro e, sopratutto TUTTI GLI ITALIANI.









LAURA BODRINI PRESIDENTE DELLA CAMERA  E PIETRO GRASSO PRESIDENTE DEL SENATO
 
 

Non saremmo arrivati al secondo, di questi due risultati se non si fosse
prodotta una premessa determinante: Il clamoroso gesto di protesta dei senatori grillini. Questa, è stata anche, la vittoria di Bersani,  che ha tenuto ferma la barra, tra ironie e sguardi di sufficienza, sull’asse privilegiato con i parlamentari grillini, costringendoli a dividersi e, per alcuni di loro, a scegliere il voto per Grasso contro il conterraneo berlusconiano Renato Schifani.





Le voci del Palazzo dicono che Boldrini e Grasso sono due belle bandiere, niente di più. Dicono che saranno presto ammainate perché questa diciassettesima legislatura sarà di breve durata, buona solo a portarci verso nuove elezioni. Sarà anche così, ma tutto questo, rappresenta un "segno" di reale cambiamento.
Due limpide figure, dal passato irreprensibile, che è (non a torto) il requisito più importante agli occhi dei cittadini, è quanto di più opportuno, per sconfiggere l'antipolitica e l'astensionismo.

 

Chi è Laura Boldini
 

E' nata a Macerata il 28 aprile 1961. Laureata in Giurisprudenza alla Sapienza Università di Roma nel 1985, ha lavorato in Rai, sia per la televisione sia per la radio. E' giornalista. Dal 1998 al 2012 è stata Portavoce dell'Alto Commissariato per i Rifugiati per il quale ha coordinato anche le attività di informazione in Sud-Europa

In questi anni si è in particolare occupata dei flussi di migranti e rifugiati nel Mediterraneo. Molte le missioni in luoghi di crisi dalla ex-Jugoslavia all’Afghanistan, dal Pakistan al Ruanda, dal Caucaso al Congo.
 

Da portavoce dell’Unhcr ha più volte messo in guardia i cronisti sull’uso della parola ‘clandestino‘ per indicare i migranti giunti sui barconi sulle coste italiane: viaggi che in molti casi hanno esiti letali. “Quando si bolla un migrante come clandestino non è un problema di semantica ma si compie una scelta politica”, ha sempre detto, “è ovvio che chi fugge da una guerra o una persecuzione non abbia il tempo di portare con sé un documento”. Dichiarò di essere scesa in campo perché “indignata dalla politica come tanta altra gente in Italia” e perché “non ci si può limitare a lamentarsi”.

Laura Boldrini è la terza donna, dopo Nilde Jotti e Irene Pivetti, ad essere eletta Presidente della Camera nella storia repubblicana. E’ la seconda volta che l’assemblea di Montecitorio sarà guidata da una donna che proviene dalla sinistra: Jotti dal Pci, Boldrini è stata eletta con Sel. Pivetti era della Lega.
 

Il primo discorso di Laura Boldrini (abstract)
«Faccio i miei auguri soprattutto ai più giovani: a chi siede per la prima volta in quest'aula. Sono sicura che insieme riusciremo nell'impegno straordinario di rappresentare nel migliore dei modi le istituzioni repubblicane».

«Arrivo a questo incarico dopo aver trascorso tanti anni a difendere e rappresentare i duiritti degli ultimi in Italia e nel mondo. E' un'esperienza che mi accompagnerà sempre e che metto al servizio di questa Camera».


«Il mio pensiero va a chi ha perduto certezze e speranze. Abbiamo l'obbligo di fare una battaglia vera contro la povertà, e non contro i poveri: dobbiamo garantirli uno a uno.

Quest'Aula dovrà ascoltare la sofferenza sociale. Dovremo farci carico dell'umiliazione delle donne uccise da violenza travestita da amore. Dovremo stare accanto ai detenuti che vicono in condizioni disumane e degradanti. Dovremo dare strumenti a chi ha perso il lavoro o non lo ha mai trovato, a chi rischia di perdere la Cig, ai cosiddetti esodati, che nessuno di noi ha dimenticato. Ai tanti imprenditori che costituiscono una risorsa essenziale per l'economia italiana e che oggi sono schiacciati dal peso della crisi, alle vittime del terremoto e a chi subisce gli effetti della scarsa cura del nostro territorio».


«In Parlamento sono stati scritti dei diritti costruiti fuori da qui e che hanno liberato l'Italia e gli italiani dal fascismo. Ricordiamo il sacrificio di chi è morto per le istituzioni e dei morti per la mafia, che oggi vengono ricordati a Firenze».
«Sarò, la presidente di tutti, a partirte da chi non mi ha votato, ruolo di garanzia per ciascuno di voi e per tutto il Paese». «La politica deve tornare ad essere una speranza, una passione».

 

Chi è Pietro Grasso
 

Grasso, ex procuratore nazionale antimafia aveva annunciato in una conferenza stampa insieme a Pier Luigi Bersani lo scorso 28 dicembre la sua intenzione di candidarsi alle elezioni con il Partito Democratico, presentando al Consiglio Superiore della Magistratura la richiesta di aspettativa per potersi candidare e insieme la domanda di pensionamento anticipato a partire dal 28 febbraio: sarebbe altrimenti potuto restare in servizio fino al gennaio del 2020.



Pietro Grasso è nato a Licata, in provincia di Agrigento, il primo maggio del 1945: ha quindi 67 anni. Ha iniziato la sua carriera in magistratura nel 1969, diventando pretore a Barrafranca, in provincia di Enna, dove è rimasto fino al 1972 quando è diventato sostituto procuratore al Tribunale di Palermo.
Nel 1984 è stato giudice a latere del presidente Alfonso Giordano nel maxiprocesso a Cosa Nostra in cui erano imputate circa 400 persone per reati legati alla criminalità organizzata.

 

Insieme a Giordano, Grasso è stato anche l’estensore della sentenza, di circa ottomila pagine, che ha assegnato 19 ergastoli. Dopo la fine del maxiprocesso è stato nominato consulente della Commissione antimafia e nel 1991 è stato chiamato da Giovanni Falcone come consigliere alla Direzione affari penali del Ministero di grazia e giustizia. Dopo l’assassinio di Giovanni Falcone, ne ha preso il posto nella Commissione Centrale per i programmi di protezione di testimoni e collaboratori di giustizia.

Nel gennaio del 1993 Grasso è stato nominato procuratore aggiunto presso la Direzione nazionale antimafia, dove ha coordinato le indagini sulle stragi di mafia del 1992 e del 1993. Dal 1999 al 2004 è stato procuratore della repubblica di Palermo: ha fatto arrestare 1.779 persone per reati di mafia e tredici mafiosi latitanti tra i trenta considerati più pericolosi.
 

Nell’ottobre 2005 è stato nominato procuratore nazionale antimafia: ha collaborato alle indagini che hanno portato all’arresto del boss mafioso Leoluca Bagarella, cognato di Totò Riina, e ha riaperto – anche in seguito alla testimonianza del pentito di mafia Gaspare Spatuzza – le indagini sulle stragi di mafia del 1992-1993.

 

Il primo discorso da presidente del sentao di Pietro Grasso

“Vorrei rivolgere il primo discorso a quei cittadini che stanno seguendo i lavori di quest’aula con apprensione e speranza per il futuro di questo paese”, ha detto Piero Grasso, un Paese che “mai come oggi – ha detto – ha bisogno di risposte rapide e efficaci all’altezza della crisi economica politica e sociale che sta vivendo. Mai come oggi la storia d’Italia si intreccia a quella europea, i destini sono comuni. Compito della politica è restituire ai cittadini la coscienza di questa sfida”.



“Abbiamo il diritto e la responsabilità di indicare un cambiamento possibile”, ha sottolineato il neopresidente, aggiungendo che “dobbiamo indicare un cammino a lungo termine, una nuova fase costituente che sappia stupire e stupirci”.

 “Ho dedicato la mia vita alla lotta alla mafia in qualità di magistrato – osserva Grasso – e devo dirvi che dopo essermi dimesso dalla magistratura pensavo di poter essere utile al Paese in forza della mia esperienza professionale nel mondo della giustizia, ma la vita riserva sempre delle sorprese”. “Oggi interpreto questo mio nuovo e imprevisto impegno con spirito di servizio per contribuire alla soluzione dei problemi di questo Paese”.
 

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Questa è la sfida che abbiamo davanti. Ci attende un intenso lavoro comune per rispondere con i fatti alle domande dei cittadini che chiedono soprattutto giustizia sociale, più etica, nella consapevolezza che il lavoro è uno dei principali problemi. Penso alla politica che va cambiata e ripensata dal profondo nei costi, nelle regole, nei servizi e nelle consuetudini, nella sua immagine rispondendo ai segnali che i cittadini ci mandano. Quest’aula spero diventi come una casa di vetro.








 


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