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martedì 12 novembre 2013

Gino 2 Poesie: San Martino&Cornuti. L'amico cane



Due belle poesie di Gino: una esilarante,  spassosa ed amena, in occasione della festa di "San Martino e dei cornuti", l'altra "delicata e tenue" che inneggia alla profonda amicizia tra uomo e cane.

 
Oggi corre San Martino.
Santo noto, assai glorioso,
dalla piana all'appennino
Egli è assai famoso,
per l'estate generosa,
che ogni anno si presenta;
fuori tempo, strepitosa,
che l'amor persino tenta.
 

E' un undici importante,
si festeggia allegramente,
rende in vino traboccante,
ogni mosto, finalmente.
Ma il Santo, in verità,
dappertutto è conosciuto,
perché dà notorietà,
alle corna ed al cornuto.
 

Il motivo, la ragione
non è dato di saperlo,
di questa celebrazione,
che festeggia ogni merlo,
che ignaro o men ha avuto,
il vezzoso complimento,
che sia singolo o fronzuto,
reca poco nocumento.
 

E' notorio, in questo mondo,
son moltissimi i fregiati,
se ne fà uno al secondo,
di soggetti incornati.
Sia i belli che i brutti,
son votati, sono tanti,
a portare questi frutti;
che non sono poi ingombranti.
 

Vi son corna attorcigliate,
dritte,curve, alte, basse,
ci son le consolidate,
anche corna fuori classe.
Quelle messe per dispetto,
o col bravo reverendo,
tutte fatte con diletto,
e con Rossinian crescendo.
 

Ma la vita corre ancora,
l'uomo è vile e si destreggia,
non esiste ancor finora,
chi sicuro altri dileggia.
Son le corna in agguato,
tra i giovani e vecchietti;
così il mondo fu creato,
con dei "fregi" e con difetti.
 

Caro, non ti preoccupare,
proprio non si può far niente,
anche a te può capitare
è una realtà dolente.
Ha incornato Messalina,
la Traviata e Salomè,
di cornuti Agrippina,
ne ha forgiati trentatré.
Sì Cleopatra, di soppiatto,
principesse all'impazzata,
per piacere o per baratto,
corna han messo in gran parata.
Mille e più son i bacchettoni
che tramanda a noi la storia;
ancorché gran cornutoni
hanno oggi, fama e gloria.
 

Questo dì particolare,
con due "aste", San Martino,
ben si deve celebrare,
con la dose di vaccino.
E' una festa della vita,
si festeggiano le corna,
che non son mortal ferita,
e che i capi ben adorna.
 
Poi un corno cosa è mai,
in confronto della morte?
se ti capita, su, dai,
incrementa la sua sorte;
chiedi aiuto alle signore:
rara è la maldisposta.
Per le corna preti e suore,
han persino il nulla osta.
 
Son le corna come i denti,
quando spuntano fan male,
se si stà però attenti,
hanno utilità speciale.
Poi il cornuto è fortunato,
vien chiamato anche papà,
da quel pargolo che è nato,
con l'apporto di chissà.
 

Scherzi a parte amici miei,
proprio nulla v'è da fare;
niun s'illuda oppur si bei,
si può tutto ipotizzare!
Son le corna vizi umani,
San Martino ben lo sà,
col suo aiuto e i tempi strani,
chi non l'ha, forse li avrà.
 
Gino Del Giudice 11 Novembre 2013
 

 
 

 
 
L'amiche  (L'amico cane)
 
Ténghe n'amiche vére, ijé n'amòre,
 
ca no me cérche njiende, anze me dé
 
'u triple di quande a ijdde véne da mé;
 
pe me chèsta amecizzije ijé n'u tresòre.
 
 

Le vogghije bbène, a custe amiche e assé,
 
e ijdde pure a mé che tutte 'u còre;
 
che l'uocchije parle, sénza fè remòre:
 
ije so cundénde a stè viscine a té”.
 
 
Ce me treménde père ca me disce:
 
all'occorrénze 'u sanghe da le véne,
 
io ti darei , nu sime vére amisce”.
 
 

Non ijé normèle e non ijé “crestiène,
 
e nonge parle eppure 'a lénghe à téne.
 
L'amiche vére mije ijé 'u chène.
 
Gino Del Giudice








 
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