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domenica 30 settembre 2012

Gino Del Giudice: Abbasso la diossina, evviva il lavoro

Angelo Bonelli, Ada Le Noci e altri ambientalisti durante una manifestazione contro l'inquinamento.
Nel  "riquadro": Gino Del Giudice,
poeta e scrittore stattese, qui autore di una "poesia ambientalista".

Gino Del Giudice, scrittore e poeta stattese "fotografo" costante, dei nostro problemi e dei nostri avvenimenti, in questa "poesia ambientalista", mette a fuoco con molta efficacia i problemi derivanti alla nostra salute, dal mostruoso inquinamento ambientale, e ne auspica una rapida soluzione, "sognando" il ritorno a cieli, campagne e città puliti. 
VIVA IL LAVORO E ABBASSO LA DIOSSINA !!

 Con la truce, losca ragnatela,

il progresso avviluppa l'umano,

e in un' orrida, ambigua sequela,

mostra tragico il suo volto insano.

Ha distrutto il mondo vivente,

flora, fauna e il cuor dell'ambiente.


Tutti ignar,  si agognò in passato,

certi ognora che un dì positivo,

economico avrebbe portato,

a ciascuno, rendendo,  poi vivo,

il dì antico strapieno d'affanni,

e non sol da cento- cinquant'anni.


Fu un inganno, vero tradimento,

che pagato abbiam sulla pelle:

è mefitico l'inquinamento,

che ognuno spinge ad esser ribelle.

V'è diossina nel latte, e il formaggio

che proibisce persino l'assaggio.



Capre e pecore, tosto annientate,

in crudele e feroce mattanza;

sì le carni gustose vietate,

fu da ingiusta iniqua ordinanza

che or dell'Ilva vuol la chiusura

e perciò si ha giusta paura.


Quindi addì il consesso è protesta,

che esprimiamo con ferma durezza,

appoggiando l'umana richiesta,

di chi vive d'affanni e tristezza.

Noi vogliamo, sì aria pulita

ma ugualmente diritto alla vita.


Torneranno liete le caprette,

e a nutrirsi nei canditi prati,

forniranno con gioia, perfette,

dosi in latte puro e derivati.

Necessario è l'impegno civile,

per punire l'industria or ostile.


Tornerà a sorridere il mare,

sì i fiori e l'erba olezzante,

torneremo i prodotti a gustare,

della nitida terra fragrante.

Se lottiamo il prodigio accadrà,

sgominata sarà l'empietà.


Il progresso è importante, si sa,

ma è giusto che sia controllato

da chi ha titolo ed autorità,

perché il codice non sia violato.

Il carnerfice sia condannato,

e l'agnello mai più immolato.


Quindi, amici, uniti gridiamo:

la diossina e i gas in sospensione,

noi a Taranto non li vogliamo;

si persegua con severa azione,

quei torvi che con onta e spregio

potere bramano e privilegio”.


Era ameno, olezzante, ridente,

questa terra delle acciaierie,

che baciata da flora fiorente,

era tersa e forniva energia;

or dolenti si resta in attesa,

che le sia ripagata l'offesa.!!

Gino Del Giudice

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